NEOCOLONIALISMO: TENTATO GOLPE A SAO TOME’

Il piano era di uccidere il primo ministro. Poi avrebbero sequestrato il Presidente della Repubblica e quello del Parlamento. Ma qualcosa è andata male e il colpo di stato pianificato è venuto giù come un castello di carte. Questo il racconto ufficiale di quello che è successo a Santo Tomé, il più piccolo paese africano dopo le Seychelles.

Tre spagnoli – ex ufficiali militari accusati di essere “mercenari” – sono stati arrestati per aver fatto parte di una “operazione terroristica per sovvertire l’ordine costituzionale”, cioè per aver partecipato a un tentativo di colpo di stato. I tre, ha detto il governo di Patrice Trovoada, sono stati catturati con tutto il loro arsenale. Al momento del loro arresto, avvenuto il 3 agosto, secondo la versione ufficiale, sono state requisite varie armi di guerra, tra cui fucili d’assalto AK-47, munizioni, granate, occhiali per la visione notturna, baionette, machete …
I tre arrestati hanno curricula di tutto rispetto. Nella Legione e nel GOE III, con quartier generale a Valencia e Alicante. I pochi che riescono ad entrare in questo gruppo di operazioni speciali intervengono solo in missioni ad alto rischio. Qualcosa di simile al temuto SEAL americano che divenne famoso per la caccia a Bin Laden. I tre abbandonata la vita militare, erano in vendita al miglior offerente, da chi aveva bisogno di protezione contro i pirati somali a personaggi dell’economia e della politica mondiale.
I loro avvocati negano ogni progetto di golpe. Sarebbero semplicemente stati contrattati come guardiaspalle da un ex ministro di questo arcipelago al centro del Golfo di Guinea. Sarebbero vittime della battaglia per il potere in corso in queste isole. L’accusa di golpe servirebbe a eliminare dalla scena una parte della locale opposizione.
Sarà….
Intanto questo pugno di scogli, antico centro dei traffici di schiavi, è divenuto maledettamente strategico. Il Golfo di Guinea con i suoi immensi giacimenti petroliferi offshore è di fatto il nuovo medioriente energetico. Ed è divenuta una delle aree più instabili del mondo.
Gli Stati Uniti vorrebbero impiantare da queste parti una loro strategica base navale. Altrettanto sarebbe nei programmi della Cina.
Chiunque controllerà Sao Tomé, potrà far la voce grossa sul nuovo eldorado africano.

 

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