NOI NON POTREMO DIRE CHE NON SAPEVAMO. Firma la petizione per la chiusura dei lager libici

Ieri, una telefonata, subito dopo il lancio della petizione per chiudere immediatamente i lager libici.
“ Volevo ringraziarla. Io ci sono passata per quell’inferno e ne porterò il segno per tutta la vita”.
A telefonarmi è una profuga proveniente dal Mali, disastrato da un sanguinoso conflitto.
“ In Libia sono stata trattata come se fossi un niente. E come me tutti gli altri e le altre mie compagne di sventura. Ricordo quella cella. La ricorderò per sempre. Buia, calda da levare il fiato, sporca mille volte più di un porcile. Ammassate come galline in gabbia destinate al mercato. Niente da mangiare, niente da bere. I carcerieri portavano ogni tanto qualcosa, uno schifo. Quella volta non bevevo da tre giorni e quando arrivarono con un secchio colmo di acqua sporca, corsi a prenderne un sorso. Fui punita….Mi chiamarono ladra e peggio ancora. E mi tagliarono due dita della mano destra….”.
Non ho il coraggio di chiedere altro alla giovane donna che mi parla. Posso solo immaginare l’orrore che ha vissuto. Mormoro le mie scuse.
I centri di detenzione per migranti in Libia sono questo, solo questo, orrendi lager dove accade ogni nefandezza.
Chiudiamoli

FIRMA ANCHE TU LA PETIZIONE

https://www.change.org/p/segretario-generale-nazioni-unite-chiudere-i-lager-libici

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2 Responses

  1. Marina Martis ha detto:

    Chiedo che vengano chiusi i lager libici in quanto disumani

  2. donatella ha detto:

    interessante il libro La Frontiera di Alessandro Leogrande che parla di tutti i percorsi degli africani in fuga, con l’arrivo alla detenzione nei lager libici o la caduta nella trappola dei rapimenti a scopo estorsivo con torture continue per convincere, attraverso i filmati, i parenti, a pagare. Rapimenti che spesso, visto che non c’era niente da estorcere, finivano con la vendita degli organi di questi poveracci e la dispersione dei loro cadaveri, ricuciti malamente, nel deserto.

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