Noi stiamo con Chiara

“A me il commento della “signora” scivola completamente addosso. Mi dispiace per lei perché a me mancherà pure un piede ma a lei manca cervello e cuore e quelle sono le uniche due vere qualità che, secondo me, contano”.
Chiara Bordi è una bellissima ragazza di 18 anni che gareggerà nella prossima Miss Italia sfilando con una protesi al carbonio al posto della gamba sinistra. Ha perso quell’arto 5 anni fa in un incidente di motorino. Ha subito ben 15 interventi chirurgici in due anni prima di poter ritornare a camminare. Un calvario che l’ha resa di giorno in giorno sempre più forte e un’icona mondiale per chi vive condizioni analoghe. Chiara infatti gira il mondo illuminandolo di bellezza e coraggio di vivere, testimoniando il diritto alla vita dei disabili.
Pochi giorni fa ha ricevuto degli insulti via social. “ Oramai a Miss Italia prendono cani e porci….”. Quello che l’ha offesa di più è stao il messaggio di una tal Mirella: “ Fai schifo! Tornatene a casa e non fare pena agli italiani che ti votano perché sei storpia”. Liquame puro proveniente dal pozzo senza fondo dell’odio e del disprezzo per l’altro. Chiara, non perdendo per un attimo il suo bel sorriso, ha risposto così.

“Dietro tutta questa cattiveria si nasconde frustrazione e insoddisfazione personale di gente che, invece di lottare contro i lati negativi della propria vita e cambiarli, preferisce cercare di scoraggiare gli altri e portarli al suo stesso livello. E’ molto più facile stare dietro a un computer a insultare i traguardi altrui che alzarsi e combattere contro la vita, per poi godersela.
Mi dispiace il fatto che le sia arrivato come messaggio il “votatemi perché sono storpia” e non il “guardatemi, mi manca un piede ma non ho paura di mostrarmi al mondo”. Cosa che molte persone purtroppo non fanno perché più fragili e impaurite da commenti di persone come la nostra Mirella.
A me della vittoria non interessa niente tantomeno di fare pena perché posso assicurare che la pena è l’ultima cosa ricercata e la prima odiata da me e da qualsiasi altro tipo di disabile.
Sto facendo tutto questo per mostrare alle persone ottuse (appunto) che una ragazza senza un arto può gareggiare al pari di tutte. Che la diversità non è vincolante, che la vita non si interrompe mai ed è sempre bella, anche quando sembra che ce l’abbia con te. Che da un dramma si rinasce e si cresce più forti di prima, tutto sta nel saper reagire”.

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