Non basta solo far sbarcare i migranti

I profughi della Ocean Viking sono stati fatti sbarcare. Una piccola parte resterà in Italia, la maggioranza verrà distribuita in Europa.

Una buona notizia che mette fine alla stagione di orrore dei profughi sequestrati in alto mare per pura campagna elettorale e trattati come carne da macello nello scontro tra egoismi europei.

Ma va davvero, finalmente, tutto bene? No, assolutamente no.

Il patto per la redistribuzione in Europa degli sbarcati in Italia è tardivo ma soprattutto fragile. Arriva in un momento in cui il peggioramento autunnale delle condizioni del Mediterraneo lascia intravvedere numeri minimi di sbarchi. L’analisi dei flussi migratori dall’Africa, poi, racconta da quasi due anni che l’ondata partita nel 2012 è in pieno reflusso. Ma cosa accadrà di fronte a una nuova possibile ondata? Reggerà l’accordo? L’esperienza di questi anni fa ben poco sperare.

La parte di migranti che toccherà al nostro paese, che fine farà? Salvini ha già invitato i suoi amministratori locali a rifiutare ogni accoglienza nei territori da loro amministrati. Lo hanno fatto già in passato e le quote di migranti rifiutate dalle amministrazioni leghiste sono andate ad affollare e rendere invivibili periferie e quartieri popolari del Centro Sud. Un’operazione politica cinica e crudele che ha fatto da collante per la costruzione della Lega nazionale. Partito che difendeva confini e ” identità” al Nord e invitava alla rivolta contro ” l’invasione ” il popolo dei quartieri e delle periferie del nostro centro e del nostro meridione. La guerra tra poveri. Uno schema su cui si è fondato lo sfondamento elettorale leghista.

Ma il punto politico più critico e dolente è un altro.

Salvare vite, accogliere, è a dir poco sacrosanto. Questa etica è però impotente in tempi di crisi che attanagliano le nostre società. E non solo quella italiana. Questo “buonismo” rischia di gonfiare le vele dei sovranisti e degli xenofobi perché contiene e non risolve i problemi. Sicuramente non quelli della nostra gente. Assolutamente non quelli dei migranti africani.

Le ragioni delle migrazioni, infatti, vengono lasciate intatte nel loro produrre inumane ingiustizie.

Donne e uomini, persino bambini, fuggono da un continente dominato dalla predazione delle sue ricchezze, condannato alla miseria più estrema, privato di ogni traccia di umano futuro. Migrare, per loro, non è libera scelta. E’ costrizione delle più atroci.

Accoglierli senza affrontare le radici del loro fuggire è negare loro ogni vera umanità e parità di diritti. Gli stati europei, l’Occidente,  le loro aziende, hanno politiche di morte verso l’Africa ed è penosamente ridicolo rispondere a tutto questo solo con l’etica dell’accoglienza. Significa anzi cristallizzare, normalizzare, le radici dell’orrore che imprigiona un continente intero. Scaricare sulle spalle della nostra gente, e dei nostri poveri o impoveriti, il peso di scelte politiche che uccidono l’Africa e immiseriscono le nostre popolazioni.

Solo una nuova politica che punti a cambiare le ragioni di fondo di queste atrocità, fondata sulla lotta comune di migranti e nostra gente contro i comuni nemici delle nostre vite, potrà impedire la vittoria del fronte xenofobo e autoritario. Per ora solo rinviata.

 

silvestro montanaro

 

 

 

 

 

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