Non lasciamo sola Mare Jonio

La Mare Jonio ha salvato 49 migranti che rischiavano di morire affogati.Tra loro molti minorenni e una persona in condizioni di salute a dir poco critiche. Il ministero degli Interni ne vieta lo sbarco.
Si ripropone la vergognosa situazione della Diciotti. Un tira e molla sulla pelle di povera gente che non ha colpa alcuna se non fuggire da guerre e miseria e non voler continuare a soffrire, e morire, nei lager libici.
L’equipaggio della Mare Jonio aveva ripreso il mare proprio con questa finalità, insieme umana e politica. Salvare vite e impedire che i migranti venissero “salvati” dalla cosiddetta Guardia Costiera libica e rispediti negli inferni carcerari di quel paese.
E da questo che bisogna partire. Non basta più solo chiedere che i nostri porti siano aperti. Occorre un’iniziativa politica di massa che ponga, finalmente, in Italia e in Europa questi temi all’ordine del giorno. Salvare vite, chiudere i lager i libici, nuove politiche migratorie. E, soprattutto, giustizia. Perché è dall’ingiustizia che si fugge. Sia in Africa che in tante altre aree del mondo.
Infiniti rapporti, documenti, immagini strazianti, dimostrano che la Libia non è porto sicuro. Anzi. Lo stesso Ministero degli Esteri lo dichiara a gran voce e invita gli italiani a non recarvisi e se lì presenti a far le valigie quanto prima.
La Libia è uno stato fallito, dilaniato da una guerra tra bande.Il suo governo non controlla neanche Tripoli, la capitale del paese. Non è possibile affidare alla Libia alcun compito nella lotta alle migrazioni, e tantomeno quello dell’accoglienza, pena essere complici di crimini contro l’umanità. I migranti fermati in Libia sono vittime di ogni possibile orrore. Dallo stupro alla tortura, dall’estorsione all’assassinio e alla riduzione in schiavitù. Chi ha pensato in Italia e in Europa, alla Libia come soluzione ai problemi migratori è corresponsabile di questi crimini di massa.
Chi tenta di fuggire da quel paese ha tutto il diritto di farlo. Bollare questa gente in fuga di clandestinità o peggio ancora è complicità con i veri trafficanti che sono le bande armate libiche e le loro pratiche naziste. Avreste mai chiamato invasori e clandestini gli ebrei che avessero tentato di fuggire dai lager nazisti?
Collaborare con i libici perché chi fugge sia loro riconsegnato è far parte della cupola di potere dei trafficanti e di chi ha messo in piedi le Auschwitz del terzo millennio. E prima o poi dovrà rispondere delle sue azioni.

Silvestro Montanaro

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3 Responses

  1. Carlangelo Mauro ha detto:

    Devono rispondere adesso per crimini contro l’umanità!

  2. donatella ha detto:

    Viviamo in una società che si ostina a guardare il dito che indica la luna…. è questo il vero, fondamentale, problema. Si iscute sempre del dito, e la luna?
    La questione di una epocale diaspora dall’Africa viene ridotta a dispute sulle ONG, sulla leglità (addirittura) dell’attracco in porti Italiani, come se il problema stesse lì e non nella tragica e secolare condizione di sfruttamento di quel continente. Totale cecità, comoda rimozione, come se gli ultimi della Terra fossero colpevoli di essere tali.
    Mi viene in mente la questione, collegata, della lotta per l’ambiente, in cui si dicute sul dito (anche con malvagità) che sta puntando la luna (Greta Thunberg) e non si guarda alla luna.
    Che ce ne viene se distruggessimo l’immagine di Greta? Nell’ambiente terrestre ci viviamo tutti, quindi il problema non si risolve diffamando lei.
    Il problema è salvarci tutti dal terribile futuro che ci aspetta. Che i detrattori di Greta lo vogliano o no, anche loro ci saranno dentro.

  3. donatella ha detto:

    L’ho pubblicato sulla pagina del mio circolo. E’ un articolo perfetto. Per chi avesse dubbi questa lettura è indispensabile….

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