epa08022178 A handout photo made available by Italian Firefighters Press Office shows firefighters working in the area where a stretch of the Turin to Savona A6 highway collapsed following heavy rains, Italy, 24 November 2019. The cause of the collapse of a portion of the overpass along the A6 Torino-Savona highway, between the junction with the A10 and Altare in the direction of Turin, is a landslide. Due to the heavy rains it has given up a stretch of mountain, which has taken away about thirty meters of the overpass, reprots said. EPA/VIGILI DEL FUOCO HANDOUT HANDOUT EDITORIAL USE ONLY/NO SALES

Non meritiamo quello che era il paese più bello del mondo

Una regione, la Liguria, isolata dal mondo con tutti i viadotti chiusi per la possibilità che crollino. La gran parte dei viadotti del nostro paese nelle stesse identiche, e pericolosissime, condizioni. Venezia sommersa. Frane, allagamenti, fiumi che travolgono gli argini da nord a sud.

L’Italia sembra colpita da un terribile cataclisma, mentre invece è solo autunno inoltrato.

Piove, forse un pò più del dovuto, ma niente di eccezionale. Eppure il nostro paese se ne cade a pezzi.

Fin da bambino ho visto queste scene. Fin da bambino ho sentito parlare di dissesto idrogeologico, di sacco del territorio, di necessità urgente di politiche di manutenzione e risanamento. Ad ogni autunno. Tornata primavera tutto procedeva come prima come se niente fosse successo. Dimenticando crolli e vittime. Edificando a più non posso. Ovunque, persino sui pendii di vulcani solo dormienti. Deturpando spiagge, aree archeologiche, città storiche invidiateci dal mondo intero.

Il cataclisma italiano ha da sempre il nome dell’incompetenza e della corruzione che regnano impunite. Le opere pubbliche non sono mai state servizio al futuro e alla sicurezza dell’Italia, ma occasioni di arricchimento di clan e loro protettori politici. Persino le sciagure costate la vita a tanta della nostra gente hanno fatto fregare le mani agli speculatori che assediano il nostro territorio. Un terremoto? Evviva, si magna!

E danno si è sommato a danno, disastro a disastro, decadenza a decadenza fino ad arrivare al nostro oggi con una capitale che è una discarica a cielo aperto, con beni culturali abbandonati a se stessi, ponti che crollano, Venezia sott’acqua dopo aver speso miliardi perché non accadesse e finiti nell’ennesima opera pubblica utile solo ad arricchire alcuni.

E invece di spendere le nostre energie in una grande rivoluzione nazionale che ci renda finalmente paese civile liberandoci da ladroni e mafie, che affronti il cuore dei problemi della nostra Italia, la nostra attenzione da tre anni è puntata squallidamente su di un’invasione che non c’è stata e che non c’è. Su flussi migratori che andavano governati con umanità e intelligenza delle loro ragioni. Quasi come se il nostro disastro, il debito, la corruzione, le mafie, la disoccupazione, lo sviluppo zero, la nostra decadenza fossero causate per davvero dalla gente dei barconi. Che vergogna!

Un paese come il nostro dovrebbe chiedere scusa al mondo intero e a se stesso per questo suo continuo rimandare la presa di coscienza dei suoi veri problemi e il suo vile nascondersi dietro ogni scusa. Persino dietro i corpi martoriati di chi fugge da fame e guerre.

Dovrebbe pretendere che la corruzione della cosa pubblica sia reato massimo. Punito con la più grande severità. Che i cantieri si aprano solo se è garantita la massima onestà e trasparenza delle opere da realizzare. Altrimenti, non facendo questo come invocano alcuni che delle emergenze hanno fatto trampolino di fortune politiche ed economiche, sprofonderemo.

 

silvestro montanaro

 

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