Non riuscirete a salvarmi…

Da un po’ ricevo tante richieste di amicizia sulle mie pagine Facebook da gente preoccupata per la mia stoltezza e per i possibili danni che essa potrebbe arrecare ad altri.

Un vero e proprio circo Barnum che vorrebbe convincermi a verità a loro rivelate rispetto alle quali la mia ottusità mentale oppone resistenza. Il campionario è vario. Si va dallo sbarco sulla luna che sarebbe una fake news, alla terra che non sarebbe tonda ma piatta, al fatto che più scuro è il colore della pelle più certa è la predisposizione a delinquere e stuprare; che i poveri meritano di essere tali e vanno puniti per la loro fastidiosità; ai piani di odiosi ebrei, talvolta persino famelici protagonisti, sempre ebrei, della finanza, pronti a distruggere l’identità etnica di italiani e europei attraverso l’organizzazione di ondate migratorie di primitivi africani; all’evidenza che questi maledetti profughi e immigrati sono il male assoluto, diavoli nerboruti e palestrati, ricchissimi, pronti a rubarci di tutto, dai soldi, al lavoro e alle nostre donne; che l’uso corretto dei congiuntivi è parte di un complotto contro il popolo.

Se ai loro tentativi di redenzione provo ad oppormi mi danno del cieco, del venduto, dell’infame. Loro, custodi della vera democrazia, mi annunciano ogni inferno e ogni possibile rogo. ” Vedrai quando i tuoi poveri o i tuoi amici negri stupreranno tua moglie e le tue figlie”.

A tutti costoro consiglio di non perdere il loro sacro tempo con me. Non sono salvabile. Sono irrimediabilmente perso alla vostra ” nuova civiltà”.

Per me le donne e gli uomini continuano ad essere solo donne e uomini, quale che sia il colore della loro pelle e il nome con cui chiamano Dio. Mie sorelle e miei fratelli in cerca di un po’ di cielo. A commettere crimini, specialmente quello odioso dello stupro, non sono neri, gialli o quello che vi pare, ma solo uomini, il peggio degli uomini. I poveri sono figli dell’ingiustizia che è il vero nemico di tutta l’umanità e anche il vostro. Le ondate migratorie sono generate dalle guerre e dal saccheggio inumano di un intero continente. E l’uso corretto dei congiuntivi si chiama lingua italiana.

Mi spiace per voi e i vostri sforzi. Dedicateli ad altri.

La mia visione del mondo è rimasta a 360 gradi. I vostri dieci gradi in più me li sono persi. E, a dire il vero, abbiate pazienza, non me ne dispiaccio.

Cordialmente

 

Silvestro montanaro

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3 Responses

  1. Tizian ha detto:

    E’ il mio ritratto. Grazie per averlo scritto anche per me, non avrei saputo dirlo meglio.
    Con stima ed affetto

  2. Achille Conte ha detto:

    Sei sempre un esempio Silvestro, questa gente ha molto tempo libero da passare davanti a un computer. Se conoscessero la bellezza e l’umanità non tornerebbero indietro e si unirebbero a noi, alla nuova umanità che costruiamo ogni giorno a partire dalle piccole cose quotidiane. Un caro abbraccio.

  3. luigi bertuzzi ha detto:

    Con questo commento, Silvestro, inizio a rispondere alla tua richiesta, via email, di spiegare cosa intendo affermando che Raiawadunia dovrebbe …
    “cercare sostegno offrendo sostegno a chi avverte il bisogno di partecipare a dialoghi costruttivi, tra interlocutori appartenenti a contesti culturali e/o territoriali eterogenei”
    https://raiawadunia.com/perche-vale-la-pena-sosteneterci/#comment-576

    La tua visione del mondo a 360 gradi, è anche mia e di chi, come noi, è nato in un mondo analogico.

    Viviamo però i giorni di una realtà “aumentata”, digitale e analogica.
    Le caratteristiche di quella che tu chiami “nuova civiltà” ce le racconta, mi sembra in modo molto stimolante, Alessando Baricco …
    https://libreriamo.it/libri/the-game-alessandro-baricco-racconta-rivoluzione-rete/

    Baricco ci parla di una civiltà abitante di un “oltremondo” e ci invita, concludendo la sua narrazione [o storytelling], a tener presente che i più giovani, tra di noi, hanno scelto di vivere la realtà digitale come se fosse un gioco. Noi, meno giovani, non ne siamo capaci.

    Sarei indulgente con chi, tra loro, dicesse di avere una visione più ampia di 360 gradi. Il “mondo virtuale” ha fatto la sua comparsa come strumento per potenziare il mondo analogico. Quando usavamo computer con una memoria fissa, che non permetteva di affermare che eravamo capaci di fargli eseguire programmi di dimensioni più ampie della loro memoria, qualcuno modificò il sistema operativo [e il suo modo di gestire la risorsa “memoria del computer”] e …. quell’affermazione diventò possibile.
    Allora però c’era un dialogo tra chi aveva bisogno di strumenti non ancora disponibili, con caratteristiche adeguate a propri obiettivi di “conoscenza”, e chi si rendeva disponibile ad adeguarli per acquisire, a sua volta, maggior conoscenza. Quel dialogo, da un certo punto in poi, è cessato.
    I giovani dell’oltremondo, quindi, s’illudono di poter eseguire programmi senza memoria “del passato”.
    Quel tipo di memoria non può essere gestita da un sistema operativo.

    La conclusione di Baricco si può leggere come un’introduzione a una storia “da vivere”. Per capirlo si dovrebbe discuterne, mettendo in evidenza quali sono i limiti della sua narrazione [vedi “i limiti dello storytelling” https://www.illibraio.it/the-game-baricco-905389/ ] cioè quali sono le scelte alternative che, come autore di una storia “raccontata”, ha deciso di non compiere.

    La spiegazione che mi hai chiesto può emergere solo da un dialogo.

    Il libro di Baricco mi sembra stimoli a capire come e tra chi dovrebbe essere avviato.

    Ho cercato di dire qualcosa in questa direzione anche a commento di un post su Volerelaluna
    https://volerelaluna.it/societa/2018/11/13/il-cervello-che-legge/#comment-172

    Un saluto da un nonno bolognese,

    luigi

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