” NON VOGLIAMO LA VOSTRA CARITA’. VOGLIAMO FAR DA SOLI “

“Sapere significa avere capacità di cambiamento e poter servire la propria gente. La Guinea Conakry, il mio povero paese, ha infinito bisogno di sapere. A noi, per essere chiari, non serve che ci donino pesce, ma avere gli strumenti e la libertà di poter pescare il nostro pesce”.
Il Golfo di Guinea è ricchissimo di pesce, ma le popolazioni che si affacciano su di esso sono le uniche a non beneficiare di questa ricchezza. Pescherecci super attrezzati, provenienti da ogni parte del mondo, stanno facendo man bassa. Tantissimi pescano a strascico. Una razzia destinata a fare di questa area un deserto in breve tempo.
Mamadou Kairaba Diallo è figlio di questa e tante altre ingiustizie. E’ arrivato in Europa che era appena un ragazzino e con un sogno nella testa. Studiare e essere utile alla sua gente.
“ Mi è sempre piaciuto studiare, ma da me, nel mio paese, era un lusso. Lì manca ogni cosa, davvero ogni cosa. Avevo un amico che coltivava i miei stessi sogni. Studiavamo insieme fino a notte tarda. Dovevamo apprendere, volevamo essere capaci di dare un contributo vero alla nostra gente. Si studiava da lui, a lume di candela. L’elettricità da noi è un sogno, realtà per pochi, davvero pochi. Poi, una notte, poco dopo essere tornato a casa, il nostro villaggio si risvegliò alla luce di un incendio. Era andata a fuoco la capanna del mio amico. Probabilmente si era addormentato sui libri. Morì sui suoi poveri libri. Solo, in compagnia dei suoi poveri sogni”.
Mamadou, in Italia, studia e lavora. Un giorno racconta questa storia ai suoi compagni di classe e ai suoi professori. Sulla spinta di questo racconto, nacque l’idea di un ponte solidale tra Italia e Guinea. Partì così il progetto Energy for Africa, che coinvolse fin da subito gli altri due istituti della Cittadella di Mirano (l’IIS 8 Marzo-Lorenz e il Liceo Majorana-Corner) e le Acli Provinciali di Venezia. Scopo dell’iniziativa era quello di dotare un’ala dell’Università di Labé, in Guinea, di un impianto fotovoltaico, in modo da garantire la fornitura di energia elettrica alla biblioteca e all’aula insegnanti.
Grazie anche ai fondi raccolti dagli studenti della Cittadella attraverso numerose iniziative, il sogno si è concretizzato a marzo 2016, quando una delegazione di insegnanti e studenti del Levi-Ponti si reca a Labé e procede all’installazione dell’impianto.

Da fare “per” a fare “con”. Da un trasferimento di tecnologie ad un trasferimento di competenze. Dall’anno scolastico 2016-2017 il gemellaggio tra gli Istituti della Cittadella di Mirano e l’Università di Labé entra in una nuova fase, simboleggiata dal cambio di denominazione da “Energy for Africa” a “Energy with Africa”.
Tutto ruota attorno a Scholar (dall’unione di “school” e “solar”), l’innovativo kit solare ideato e realizzata da studenti e docenti dell’ISS Levi-Ponti. Una semplice valigetta di legno, contenente un vero e proprio impianto fotovoltaico: due pannelli solari, un accumulatore, un regolatore di carica ed un inverter. Questo sistema, facilmente trasportabile, fornisce energia sufficiente per alimentare un portatile e ricaricare un cellulare, nonché per illuminare un tavolo di studio per almeno 10 ore attraverso strisce led.
Scholar avrà un doppio utilizzo. In primo luogo sviene donato ad un gruppo di studenti, selezionato dall’Università di Labé in base al merito o alle condizioni di disagio , divenendo così uno strumento fondamentale per riuscire a studiare in condizioni più confortevoli.
Dall’altro lato, Scholar verrà utilizzato per la formazione dei docenti guineiani che insegneranno nei nuovi laboratori dedicati alle tecnologie fotovoltaiche di cui si sta dotando l’Università di Labé. In base alla convenzione sottoscritta a settembre 2016 presso la Regione Veneto, in occasione della visita ufficiale del direttore dell’Università di Labé, Mamadou Dian Gongoré Diallo, l’IIS Levi-Ponti si è infatti impegnato a seguire la formazione di questi docenti. Saranno organizzate attività sia distanza che in presenza, quest’ultime tramite una nuova missione in Guinea di una delegazione di insegnanti dell’istituto. In tale contesto, Scholar, grazie alla sua natura di impianto fotovoltaico in miniatura, sarà utilizzata come strumento di formazione pratica. E verrà prodotta in Guinea da guineani.
Il piccolo grande sogno di Mamadou diventa realtà.
“La chiave di volta – ripete Mamadou – è l’istruzione. È su questo che si deve basare la cooperazione tra Africa e Europa, perché è su questo che siamo più in ritardo. Abbiamo un bisogno assoluto di istituti tecnici. In Guinea le scuole secondarie sono essenzialmente licei, che offrono una formazione umanistica. E così c’è una grande carenza di tecnici, in ogni settore. Trovi tanti elettricisti, praticamente autodidatti, ma nessuno che sappia progettare o installare un impianto fotovoltaico. Ovviamente anche noi dobbiamo fare la nostra parte. Dobbiamo creare delle opportunità per i giovani, fare in modo che chi viene in Europa per studiare possa tornare. Oggi non è così: chi te lo fa fare di tornare a Conakry con una laurea per guadagnare, se va bene, qualche centinaio di euro al mese? E così ci impoveriamo ancora di più, perché perdiamo per sempre giovani estremamente preparati che potrebbero dare un enorme contributo allo sviluppo del nostro paese. Al contrario, nel mio piccolo, mi sento un esempio positivo di cosa può succedere dall’incontro tra l’energia africana e quella europea. Dobbiamo imparare a vedere la diaspora africana non solo come un problema da gestire, ma anche come un’opportunità da sfruttare”.

Chi volesse dare una mano a questo progetto, può inviare il proprio contributo sul conto corrente bancario intestato alle Acli Provinciali di Venezia (IBAN IT86J0335901600100000014883), indicando nella causale “Energy with Africa”.

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