Oggi, Giornata Mondiale contro la Schiavitù, c’è poco da celebrare. La schiavitù avanza…

Nel mondo, oggi, si celebra la Giornata Mondiale contro la Schiavitù, per ricordare il 2 dicembre 1949, data di approvazione da parte dell’Assemblea generale della Convenzione delle Nazioni Unite per la repressione del traffico di persone e dello sfruttamento della prostituzione altrui. Nessun uomo e nessuna donna può essere ridotto in catene e trattato come e peggio di un animale, per trarre profitto dalla sua servitù forzosa.

La realtà dei fatti narra che il cammino da fare per sconfiggere questa orrenda piaga della storia dell’umanità è ancora lungo e, forse, oggi ancora più periglioso e complesso.

In Mauritania, ancora oggi, si nasce schiavo o padrone.

Dalla sua indipendenza nel 1960, la Mauritania ha abolito per tre volte la schiavitù: nel 1981, nel 2007 criminalizzandola, e nel 2015 dichiarandola crimine contro l’umanità. Ma queste leggi sono solo una cortina fumogena per rassicurare la comunità internazionale. L’articolo 2 di questa legge del 2015 precisa che “la schiavitù comprende qualsiasi atto di cattura, acquisizione o trasferimento di un individuo al fine di ridurlo in schiavitù, venderlo o scambiarlo”. Nessun riferimento alla schiavitù per discendenza che interesserebbe fino al 20% della popolazione. Dal 1981, poi, si sono tenuti solo 3 processi per schiavitù che hanno portato – per un caso – a soli 3 mesi di prigione, mentre la legge richiede 20 anni. Ciò attesta la compiacenza dei giudici che sono soggetti al sistema sociale tradizionale. In più, chi si batte per l’abolizione vera della schiavitù viene perseguitato.

Il movimento abolizionista denuncia  i recenti accordi di riammissione firmati tra Belgio e Mauritania, che permetteranno di rimandare indietro le persone che sono fuggite dal paese per sfuggire alla schiavitù.

Ma non è solo la Mauritania a ricordarci che la schiavitù è ancora di casa nel nostro mondo.

Milioni e milioni di donne, bambini e bambine, sono vittime della tratta di esseri umani a scopi sessuali. Ogni anno si calcola che questi inferni vedano più di mezzo milione di nuove vittime. Giovani donne, persino bambini, vengono venduti come carne fresca. Conoscono lo stupro “pedagogico” dei loro carnefici per essere abituate allo stupro molteplice e quotidiano dei clienti. Sopravvivono in autentiche prigioni, esposte ad ogni angheria e umiliazione. Chi di loro tenti la fuga conosce l’orrore, come nelle piantagioni di secoli fa, del divenire obiettivo di cacciatori di schiavi in fuga. Chi viene catturato, andrà incontro alla peggiore e più bestiale delle morti.

Un intero continente non smette di essere schiavo, l’Africa. Un insieme di regole non scritte, ma duramente e sanguinosamente imposte, condanna alla miseria gli africani. Non hanno diritto né a scuola né a salute. Non possono trasformare le loro materie prime. Hanno governi corrotti tenuti al potere da interessi crudeli interessati alla rapina totale delle loro risorse. Vivono alla giornata in terre che a loro non appartengono più.

Centinaia di milioni di esseri umani in tutto il mondo sono costretti a lavorare anche 14 ore al giorno in cambio di salari che non le sfameranno, sottoposti ad ogni angheria in fabbriche lager. Il salario dignitoso e i diritti sindacali sono per loro un miraggio. Per le donne ancor peggio. I loro contratti vanno in revisione frequente. Per mantenersi il posto di lavoro, il diritto ad essere sfruttate, devono pagare. Soldi o i loro corpi.

Nel mondo avanza il fenomeno della finanziarizzazione e cresce il più immane, oscuro e grande dei poteri, quello finanziario. Centinaia di milioni di donne e uomini nascono già debitori, segnati per la vita da debiti che non hanno mai contratto personalmente e quasi sempre frutto della corruzione e dell’incapacità delle loro classi dirigenti. Milioni e milioni di ragazzi e ragazze sono già falliti grazie alla finanziarizzazione della scuola i cui costi abnormi si trasformano in catene. La finanziarizzazione della salute costringe masse crescenti alla rinuncia di ogni cura medica.

Nascono e crescono, spaventosamente, i nuovi schiavi, quelli finanziari.

 

Silvestro Montanaro

 

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