Paperon de’ Paperoni primo ministro in Libano. La popolazione torna in piazza

Le strade del Libano sono state inondate di manifestanti che hanno reagito con rabbia  all’annuncio dell’eventuale nomina di un nuovo primo ministro. Un Paperone de’ Paperoni  che nuota in milioni. La sua figura incarna esattamente il contrario di ciò che i libanesi chiedono da un mese: le dimissioni di tutta la classe politica per corruzione e nepotismo.

Un accordo tra i maggiori partiti politici ha messo sul tavolo il nome di Mohamad Safadi, 75 anni, ex ministro delle finanze e uno degli uomini più ricchi del paese, come possibile  nuovo primo ministro. Sostituirebbe Saad Hariri, che si è dimesso lo scorso 29 ottobre, cedendo alla pressione dei manifestanti che hanno chiesto  la formazione di un governo di tecnici per affrontare i problemi del paese.

Sebbene il presidente, Michel Aoun, non abbia ancora fatto un annuncio ufficiale su Safadi, migliaia di persone sono tornate a bloccare le strade e manifestare nelle principali città del paese dei cedri.

“La scelta di Safadi dimostra che i politici al potere sono in coma profondo e che vivono su un altro pianeta”, ha detto a Afp Jamal Badawi, un manifestante di 60 anni. A Beirut, attivisti hanno diffuso video che mostrano come i manifestanti abbiano bloccato il cosiddetto Ring Bridge, la spina dorsale della città, tra Hamra e Ashrafiyeh, con dozzine di veicoli. Lo stesso è accaduto a Sidone, un’altra importante capitale, a sud di Beirut.

Safadi è il principale azionista di una società coinvolta in vari progetti immobiliari, tra cui un complesso di lusso sulla costa che si è appropriato di beni pubblici, secondo Afp. È stato Ministro dei Lavori pubblici e dei trasporti, oltre a detenere il portafoglio Acqua ed Energia nel 2000. Ha ricoperto il portafoglio di Economia e Commercio durante il governo di Fuad Siniora, nel 2008, e sotto gli ordini di Hariri, nel 2009. È stato Ministro delle finanze dal 2011 al 2014, sotto la direzione di Nayib Mikati. Proprio Mikati è sotto i riflettori della giustizia, accusato a metà ottobre di  arricchimento illecito attraverso prestiti ipotecari agevolati, oltre a suo figlio, suo fratello e la banca Audi.

“La nomina di Safadi a primo ministro, se confermata, dimostra ancora una volta la protervia dell’establishment politico nell’ignorare la volontà della nostra gente”, ha scritto su Twitter Sami Atallah, direttore del Centro libanese di studi politici.

” Safadi fa parte del sistema. E’ uno di loro. Non risponde alle aspirazioni della gente”, denuncia Samer Anus, professore universitario molto noto in Libano.

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