Pepe Mujica: Cari italiani, avete perso la memoria

«Nel mio piccolo Paese ci sono stati anni in cui arrivavano oltre quarantamila immigrati, attorno al 1910. Nella Repubblica Argentina, a volte, toccavano il mezzo milione. Lo stesso accadeva in Brasile. Bisogna anche ricordare l’eroico Messico che, nel 1939, accolse in un colpo solo quasi un milione di rifugiati provenienti dalla Spagna franchista. L’America è sempre stata terra di rifugio per milioni di immigrati. L’Europa se ne è dimenticata, non ha motivo di serbar memoria di queste cose. Oggi è ricca. Ha superato i suoi dolori e le sue angosce. Osserviamo con terrore la resistenza sociale che stanno generando i fenomeni migratori in un’Europa che è riuscita a superare la sua vecchia contraddizione (lo stato di guerra) e che da molti decenni vive profondamente in pace, malgrado tutti i suoi problemi».

José “Pepe” Mujica 

 

Pillole di saggezza, a cura di Rosella De Troia

 

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3 Responses

  1. Ilaria ha detto:

    Ma poi ti rispondono: ma gli italiani avevano regolari documenti!😭😭😭

  2. WIlliam J. ha detto:

    Concordo appieno col messaggio di questo grande uomo, ma per onor di cronaca e per onestà intellettuale bisogna scrivere anche che nel suo discorso non ha menzionato in nessun modo l’Italia (come invece fate intendere nel titolo, probabilmente per questioni di click) bensì l’Europa.

    Detto ciò ripeto di essere fermamente d’accordo col suo ragionamento.

  3. Anna Curto ha detto:

    Ancora non si è consapevoli delle potenzialità intrinseche ai movimenti migratori. Come ben sottolineato dal signor Mujica l’Argentina, il Brasile ed il Messico hanno accolto milioni di immigranti, che nel corso degli anni hanno contribuito alla ricchezza del loro paese. Basti pensare a quanti italiani sono stati accolti in Argentina. Eh sì, gli itsliani e gli europei in generale hanno memoria corta. L’egoismo regna sovrano. Si guarda al passato oscuro (Fascismo) con nostalgia!?! Un ometto come Salvini viene votato e supportato da una massa di ignoranti che non conoscono la propria storia e che non sanno vedere al di là del proprio naso.

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