Pepe Mujicae il coronavirus: è tempo che gli uomini, se vogliono salvarsi, pensino come specie e non come nazioni o classi.

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Nel suo spazio di riflessione sull’M24, l’ex presidente della Repubblica José Mujica ha tracciato un panorama cupo della società globale di oggi e ha proiettato uno scenario probabilmente peggiore, per l’immediato futuro, della vita sul pianeta se l’umanità non reagisce rapidamente e non inizia a cooperare.

Mujica ha aperto la sua rubrica affermando che “è difficile per noi avere una chiara consapevolezza del cataclisma in cui è immersa la nostra umanità a causa della realtà di questa malattia contagiosa, a causa delle conseguenze economiche, sociali e politiche che poi verranno”.

Poi ha raccomandato: “Cari miei umili ascoltatori, non crediate mai che la soluzione alle conseguenze di ciò che sta accadendo sia dietro l’angolo”.

Quindi ha contestato il concetto che gli esseri umani sono immersi in un’epoca dorata segnata dall’esplosione tecnologica e dalle possibilità che mai hanno avuto a loro disposizione. Ha contestato questo concetto con le evidenti contraddizioni del presente e con gli errori così colossali che sono stati commessi, che in questo momento così drammatico sembrano tornare “come se volessero renderci responsabili”.

Ha citato la cultura ellenica classica per ricordare che “ogni cosa ha dei limiti in natura”… “abbiamo dimenticato che non si può navigare senza timone: in questa cosiddetta globalizzazione abbiamo lasciato la leadership del mondo al mercato ed alla tecnologia, dimenticando la coscienza politica degli umani.

E poi ha proseguito: “Il vecchio liberalismo sta diventando così pragmatico e innamorato di se stesso che si è trasformato in liberticida, lasciando dietro di se, per la strada, una lunga striscia di umanità …

Se credessi in Dio, direi che questa pandemia è una specie di avvertimento per i sapiens, per gli umani. Stiamo subendo una massiccia distruzione di valore ovunque, ciò comporterà  improvvisamente ed esplosivamente una moltiplicazione della povertà.

Chi pagherà il costo di tutto questo? Saranno sicuramente i più deboli.

Ma qualcosa cambierà di sicuro. Mentre gli sciovinismi salteranno nel mondo ricco e lì diventeranno ferocemente protezionistici, ci saranno risposte da tutto il mondo sotto forma di mobilitazioni di lotta e tensioni sociali. Perché nessuno, nessuno può essere lasciato povero.

Queste mobilitazioni partiranno dal basso, soprattutto da coloro che in basso sono precipitati a seguito degli eventi, e metteranno in discussione tutti i governi, come già stanno facendo i giubbotti gialli in Francia.

Ci saranno contrapposizioni tra l’aria ricca del mondo e quella più povera. Ci sarà da parte dell’Occidente e in particolare degli Stati Uniti un confronto contro la Cina. È un pericolo se l’umanità non si rende conto che la cooperazione deve essere imposta sulla concorrenza ad ogni costo, soprattutto in questi momenti di tragedia”.

Infine Mujica pone delle domande lasciando ad ognuno di noi la risposta:

L’umanità sta raggiungendo i suoi limiti biologici?

Saremo in grado di comportarci come specie pensante e non solo come paese e come classe?

La politica sarà in grado di guardare lontano, accoppiandosi con la scienza?

Raccoglieremo il messaggio di questi giorni?

In questo disastro vedremo che la natura sembra rianimarsi dappertutto, proprio perché noi umani non la stiamo schiacciamo?

Continueremo, come oggi, a continuare a spendere 3 milioni di dollari al minuto in bilanci militari?

Dal momento che l’umanità non spende “per la vita” ma “contro la vita, saremo in grado di reagire a tutto ciò?

da ZAPPING

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