Perché essere partigiani oggi

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Sono diventato partigiano attraversando la vita e il mondo. Me lo ha chiesto la mia coscienza ad ogni angolo della vita, ad ogni sentiero del mondo.

Sono diventato partigiano vedendo l’orrore di due bambini che lottavano con un cane per un tozzo di pane ammuffito nella discarica di Maputo in Mozambico.

Sono diventato partigiano vedendo esseri umani ridotti a scheletri dall’insopportabile mostro della fame in un mondo invece capace di sfamare tutti e che tutti non sfama. Quelle povere ossa, pensate, sorridevano, nonostante quell’orrore, fino al loro ultimo alito di vita.

Sono diventato partigiano vedendo la gente fuggire dall’assurdo della guerra portando sulle spalle il niente che gli era rimasto. Padri e madri che bagnavano di lacrime i corpi straziati delle loro creature.

Sono diventato partigiano ai cancelli delle fabbriche delle grandi multinazionali di ogni cosa, in Cambogia, ad Haiti, in Nicaragua e in tanti, troppi luoghi del mondo. Dentro c’era tanta gente imprigionata. Pane e miseria in cambio di tutta la loro vita.

Sono diventato partigiano leggendo la paura nelle facce sempre chine, rivolte al suolo, della gente di paesi che esistono solo nelle cartine geografiche, ma invece sono servi, schiavi, niente nelle mani di governanti corrotti e di interessi stranieri che li tengono al potere in cambio della propria feroce libertà di saccheggiare.

Sono diventato partigiano di fronte all’orrore di un mondo che ha trasformato i vecchi in pesi fastidiosi, i malati e i fragili in costi sociali da eliminare, i bambini e le vite in numeri facilmente cancellabili in nome dell’osceno dio di quello strano sviluppo che tutti impoverisce tranne una minoranza.

Sono diventato partigiano di fronte alla mostruosità di un mondo che ha rubato sorriso alla vita di tutti noi.

Sono diventato partigiano quando ho scoperto che i nomi di chi combatteva questo schifo, fino a perdere la vita per questo, i veri eroi, non sono scritti nei libri di storia. E che le uniche catene che mi piacevano sono quelle spezzate.

La vita impone ogni giorno di scegliere. Ed io ho scelto. La pace che solo si coniuga con la giustizia.

Ho scelto di stare con le ultime e gli ultimi. Fino alla fine.

Sono loro la mia “parte”.

La mia unica patria. La mia grande, straordinaria, coloratissima famiglia.

La più bella immaginabile.

silvestro montanaro

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