Politica ignorante e in malafede

Se non fosse una triste trovata elettorale, giocata sulla pelle delle persone, ci sarebbe quasi da ridere. A fine gennaio il vicepremier Di Maio ha scoperto il franco Cfa e l’egemonia francese sulle ex colonie.

Da ridere, perché è dal dopoguerra che esiste tale moneta, che vincola e condiziona 14 paesi dell’Africa occidentale e centrale. Da ridere, perché vedere Di Battista su un canale e la Meloni sull’altro sventolare la stessa banconota e dire le stesse frasi, scritte da uno spin doctor e imparate a memoria, non è una cosa seria.

Lungi da me volere difendere il Cfa. Ero in Benin l’11 gennaio 1994, quando Parigi dimezzò il valore di quella moneta, mettendo in enorme difficoltà moltissime famiglie africane. Stupisce e amareggia che di questo si parli ora, in piena campagna elettorale per le europee e che lo si annunci come una scoperta epocale.

Chi siede in parlamento e chi ha l’onere di governare dovrebbe avere un minimo di conoscenza della situazione al di fuori dei confini del suo collegio elettorale. Il Cfa, invece, diventa la nuova arma di distrazione di massa: la causa delle migrazioni. Bastava prendersi la briga di leggere la voce “Franco Cfa” su Wikipedia, per sapere che esiste dal 1945 e chiedersi come mai la fuga dall’Africa inizia solo mezzo secolo dopo.

Se poi si guardano i dati sulla provenienza degli immigrati africani, si scopre che solo due paesi in cui circola il Cfa, Mali e Costa d’Avorio, sono nei primi dieci e in posizione arretrata. Tra i paesi da cui arriva il maggior numero di migranti c’è l’Eritrea, che se non sbaglio è una ex colonia italiana. E che dire della presenza dell’italica Eni in Nigeria? L’accusa di neocolonialismo alla Francia è sacrosanta (quante volte Nigrizia ne ha parlato!), ma perde ogni contenuto se mossa solo da fini elettorali, con lo scopo di creare un nemico a cui dare la colpa ed evitare che gli italiani riflettano seriamente sulle cause delle migrazioni.

L’ignoranza è un peccato grave per un politico. E se viene mescolata alla malafede, diventa quanto mai pericolosa. Quando non si hanno idee, l’unico modo per nasconderlo è alzare la tensione e creare un nemico. Si tratta di un trucco vecchio e bolso, che però fa molti danni.

 

Marco Aime per Nigrizia

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