PREMIO NOBEL A NADIA MURAD: ” Il mondo ha un solo confine, quello dell’umanità “

https://media.gedidigital.it/repubblicatv/file/2018/12/05/608088/hls/608088-video-rrtv-1200-ohs_clip_1_master.m3u8

Nadia Murad “è un essere umano di grande carisma, senti quanto sia speciale ogni volta che sei nella stanza con lei. Trasmette una straordinaria forza e capacità di resilienza”. Così Alexandria Bombach descrive all’ANSA la 25enne yazida, che riceverà lunedì 10 dicembre il premio Nobel per la Pace 2018, della quale ha firmato un coinvolgente e potente ritratto in ‘Sulle sue spalle’, vincitore del premio per la migliore regia di un documentario al Sundance Film Festival di quest’anno. Il film non fiction è in sala come evento speciale dal 6 al 12 dicembre con I Wonder Stories, in collaborazione con Sky Arte, che manderà in onda anche 10 minuti in esclusiva del film proprio nei giorni della consegna del premio a Nadia. Nadia Murad viene premiata insieme al medico e attivista congolese Denis Mukwege per l’impegno volto a denunciare e porre fine all’uso della violenza sessuale come arma di guerra. Un obiettivo al quale la giovane yazida, sostenuta anche da Amal Clooney, ha dedicato la sua vita, dopo essere fuggita dall’Isis, che l’aveva catturata ventenne nell’estate 2014 durante un raid nel nord dell’Iraq che aveva come obiettivo sterminare la minoranza religiosa yazida, da secoli vittima di genocidi. I terroristi islamici hanno ucciso in quelle poche settimane oltre 5000 persone e catturato fatto e fatto prigionieri circa 7.000 donne e bambini per farli diventare schiave sessuali e bambini soldato. Nadia (che ha perso 18 membri della sua famiglia, tra cui la madre e sei fratelli), ripetutamente torturata e violentata è riuscita a scappare dopo tre mesi, trovando rifugio prima in un campo profughi poi in Germania. Da allora, pur sapendo di rischiare la vita (riceve costantemente minacce), ha deciso di raccontare la sua storia, per mobilitare la politica e l’opinione pubblica internazionale contro le violenze perpetrate dall’Isis e per la difesa del suo popolo e delle donne che hanno subito il suo stesso calvario. Prima che tutto succedesse “tra i miei sogni c’era aprire un salone di bellezza, perché volevo che le donne e le ragazze si vedessero speciali – spiega Nadia, occhi grandi, volto scolpito nel dolore, che a volte si apre a disarmanti sorrisi -. Questo mi è stato tolto in un modo per il quale non credo sia possibile tornare indietro”.

You may also like...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: