Premio Nobel all’uomo che ferma il deserto

Yacouba Sawadogo, il contadino del Burkina Faso che ha diffuso un’antica tecnica agricola per invertire la desertificazione, è tra i vincitori del Premio Nobel Alternativo, istituito in Svezia dalla Right Livelihood Award Foundation per rendere omaggio a “persone coraggiose che trovano soluzioni ai problemi globali”.

Sawadogo ha condiviso il premio di quest’anno con tre attivisti sauditi per i diritti umani e un agronomo australiano.

Il contadino del Burkina è noto per la sua capacità di trasformare terra sterile in foresta scavando pozzi, nel terreno inaridito,che concentrano acqua e sostanze nutritive, consentendo alle colture di resistere alla siccità.
Si tratta di una tecnica non convenzionale, chiamata “zaï”, basata su un metodo antico che era caduto in disuso, rivalutato a partire dagli anni ’80 grazie all’insegnamento di Sawadogo e utilizzato per ripristinare migliaia di ettari di terra fertile e ridurre la fame in Burkina Faso e Niger. Questa tecnica è oggi adottata dalle agenzie di soccorso che lavorano per prevenire la fame nella regione.

«Il mio desiderio è che le persone prendano le mie conoscenze e le condividano, questo può essere di beneficio per i giovani del paese», ha detto Sawadogo alla Thomson Reuters al telefono dal suo villaggio in Burkina.

Il Burkina Faso è situato nel Sahel, una zona semi-arida al di sotto del deserto del Sahara, dove i cambiamenti climatici e l’uso eccessivo della terra stanno rendendo sempre più difficile coltivare. L’anno scorso, piogge irregolari hanno lasciato quasi un milione di persone bisognose di aiuti alimentari in tutto il paese.

La storia di Yacouba Sawadogo è raccontata in un film-documentario del 2010, intitolato “The man who stopped the desert” (L’uomo che fermò il deserto).

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