Ragazze mie, disobbedite alla normalità

Ragazze mie disobbedite alla normalità. Essere normali non è necessariamente l’opzione migliore. Osate arrampicarvi sugli alberi. State scomposte. Non vestitevi da signorine. Scegliete come essere.

Disobbedite, abbiate una mente aperta. La diversità è una risorsa non un limite. Disobbedite a che vi dice che tollerare significa sopportare. Bugia. Disobbedite. Amate chi volete. Disobbedite a chi vi dice che esiste un solo tipo di femminilità. Quella che si fa bella, corpo asciutto, piacere per un uomo. Il vostro corpo. Le pieghe. Sono la vostra storia.

Disobbedite a chi vi chiede di tacere. Che nessuna parola ha più valore di un’altra. Disobbedite se non siete d’accordo. Dite la vostra. Alzate la mano. Prendete posto. Disobbedite quando vi spacciano come futuro l’amore romantico. Disobbedite a chi vi dice che gli uomini non vivono la paternità come le donne. Sono storie per giustificare assenze. Quando vogliono che facciate un passo indietro perché donne. Quando vi dicono che le quote rosa sono un grande traguardo. Quando decidono che la femminilitá  non prevede l’essere competitive. O vi fanno sottintendere che non dovete essere troppo intraprendenti.

Disobbedite a chi vi dice che dovete essere carine. E magre. Prendetevi cura di voi. Del vostro corpo e della vostra anima. E se non ne avete voglia. Non lo fate. Disobbedite a chi prende spazio e parola e lo fa con prepotenza. Disobbedite a chi vi chiede di essere buone perché siete femmine. Siate buone perché siete persone. Disobbedite e non pensate prima alla famiglia. Pensate a voi. Poi il resto verrà da sé.

Disobbedite quando vi dicono che siete il sesso debole. Non dovete dimostrare niente a nessuno. Disobbedite a chi vi dice che il senso della vita è essere madri. Il senso lo decidete voi. A chi vi dice che è colpa vostra, perché avete provocato. A chi vi dice che rovinate le famiglia e siete egoiste se pensate prima a voi.

Disobbedite a chi vi chiama troie se amate vestirvi in un certo modo. Se siete esuberanti. O se cercate il vostro piacere. A chi pensa che siete frigide o zittelle, se siete sole. Disobbedite a chi vi dice: non sei nessuno. Disobbedite a una vita già scritta da chi ha il potere.

 

Siate libere. Pretendete la vostra storia. E impegnatevi per cambiare quella di tutte.

Non dimenticate mai, ragazze mie, che valete tanto quanto gli uomini. Che non dovete essere eroine. Solo determinare voi stesse.

Disobbedite. Siate irriverenti. Protagoniste. L’esistenza è vostra.

per COMUNE.INFO NET.  PENNY

* Insegnante, scrittrice e madre di due ragazze adolescenti. Questo il suo blog sosdonne.com. Nelle librerie il suo romanzo Il matrimonio di mia sorella.  Il disegno è di Ludovica.

 

Segnalazioni, a cura di Sergio Falcone

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