SALUTE MENTALE: Noi che viviamo nel ghetto….

“Alice nel paese delle meraviglie, Biancaneve, la Sirenetta, Cenerentola, la piccola fiammiferaia, Nemo, Bim Bum Bam, Ken il guerriero, l’Uomo Tigre, Dragon Ball, Holli e Benji.
Oggi ho preso troppe pillole mi sa, o forse no. La testa mi gira e vivo cartoni animati.
Ti salverò, mia principessa, ti salverò da me.
Hai fatto bene ad andartene, chi ero io per starti vicino?
Il nostro amore che nelle tue parole era enorme si è spento in una litigata. Sono rimasto solo, solo di te, non so dove sei, posso solo immaginarlo. E immaginarlo mi fa malissimo.
Ho bisogno di bere. Vado in cucina e chiedo all’infermiere un po’ d’acqua. La tracanno.
Forse avrei bisogno di aria. Comincia anche a fare freddo in questo ottobre assurdo.
Mi sento solo e io ho il terrore della solitudine.
Non vedo l’ora che arrivi mamma e mi porti la cioccolata….”.

E’ un passo tratto da “ Diario di uno schizofrenico”, il mio romanzo sul disagio mentale, pubblicato da Pironti editore.
La vicenda drammatica di un bipolare alla ricerca di se stesso, con tanta voglia di vivere, in una società che gli è assurdamente ostile.

Bisognerebbe chiedersi cosa sia la società nell’anno 2018 prima di spiegare il viaggio tortuoso di un bipolare nei suoi meandri. Comunemente la nostra società viene chiamata liquida dalle idee di Bauman ma personalmente ritengo che quelle idee siano mere generalizzazioni di un crogiuolo di movimenti intellettivi e fisici dell’essere umano. Per quanto mi riguarda la società è più simile al leviatano Hobbesiano ed alle sue sfumature che catapultano nell’ “homo homini lupus”. Già “l’uomo è lupo per l’altro uomo “è la migliore definizione della società ultraliberista che pensa solo al guadagno ad ogni costo capace di prendere le viscere dei più deboli e pesarle nell’ottica di una geopolitica del possesso.
Come può un malato di sindrome bipolare, tenendo conto della sua naturale debolezza, essere partecipe del globo sociale e del condominio virtuale amplificando Mc Luhan?
La risposta è molto semplice: non può e pertanto viene nascosto agli occhi e alle coscienze della gente “sana”.
Non ci sono campagne di sensibilizzazione sulla salute mentale e, prendendo ad esempio l’Italia e la legge Basaglia, non si conosce una legge meno tradotta in termini empirici e sociali.
I malati di mente sono lasciati terribilmente soli, prima dagli amici, poi dalla famiglia e poi dal sistema sanitario che con inutili, perché pochi e poco attrezzati, “centri di salute mentale” non riesce a seguire la vita di chi ha bisogno non solo di essere curato ma anche di essere reinserito nella società. Quando tutto va bene si ottiene una pensione di invalidità di soli miseri 292 euro e si rimane legati alle vesti della famiglia che deve supportare economicamente la vita del sofferente.
Lavoro? Ma su non scherziamo!
Il lavoro non c’è per le persone normali figurarsi per chi viene considerato figlio di un Dio minore. Io sono un sociologo e sono bipolare e ho perso tutto nella mia vita dagli amici, alla famiglia, al lavoro ma soprattutto ho perso me stesso per anni prima di trovare il giusto mix di farmaci che ora fa di me una persona normale. Vivo nell’ultima città d’Italia per qualità di vita, Caserta e ho sempre combattuto per il miglioramento di questo deserto morale e culturale ma sono sempre stato considerato una specie di Cassandra. Poteva mai un bipolare avere ragione? Sono stato messo da parte ma tutte le mie denunce si sono dimostrate vere e fondate.
Allo stesso modo ho perso tutti i miei più cari amici che invece di strami vicino, hanno pensato che fossi già morto. Ogni volta che mi approccio ad una donna devo spiegare la mia condizione e sperare che lei non sia una razzista .
Anno 2018 per un sofferente di salute mentale la vita è veramente difficile perché non si sa dove sbattere la testa, a chi chiedere aiuto e si finisce anche di gridare. Tanto non ci ascolta nessuno.
Esistono luoghi dove si aiutano i sofferenti ma sono pochi e spesso manifestazioni narcisistiche di chi li porta avanti. Eppure basterebbe applicare la legge Basaglia, solo questo.

Ivan Montanaro

sociologo e scrittore

You may also like...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: