Salvini, per rispetto dei suoi figli, non li nomini più.

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Ho ascoltato ieri il suo intervento in Senato a proposito del suo rinvio a giudizio per la vicenda della nave Gregoretti e ho provato profonda pena. Innanzitutto per i suoi figli.

Non è mio costume tirare in ballo famiglie quando tratto di vicende che riguardano politici. Vedo che, purtroppo, è lei, e sistematicamente, a farlo pur di avvalorare, come nella più triste narrazione autoritaria, il mito del suo essere un buon papà.

Li ha citati anche ieri i suoi figlioli raccontandone il dolore nell’apprendere che il loro babbo andrà a giudizio per le scelte operate su di un episodio legato alle migrazioni.

Ai suoi ragazzi, invece di farne un uso tanto spregiudicato, dovrebbe raccontare che sta accadendo una cosa normale in democrazia. Laddove si ravvisa un’ipotesi di reato, la giustizia verifica e questa verifica non significa che l’indagato o il processato sia necessariamente colpevole. E’ semplicemente un atto dovuto. Garanzia per tutti e accertamento della verità.

Raccontarla diversamente è farsi beffe della democrazia e delle istituzioni. Pretendere, virus che sembra averla contagiata, di essere al di sopra di ogni legge.

I suoi figlioli cresceranno, senatore Salvini, e capiranno. E le faranno molte domande. Scomode domande.

Le chiederanno perché ha raccontato di un paese invaso da turbe di fanatici islamici quando non vi è stata alcuna invasione e, tantomeno, islamica.

Le chiederanno con quale coscienza ha dichiarato la Libia porto sicuro mentre in quel paese infuriava una sanguinosa guerra tra bande di assassini e come abbia potuto abbandonare a trafficanti di esseri umani e torturatori, a stupratori seriali e schiavisti, la gestione del fenomeno migratorio.

Le chiederanno con quale inumano coraggio abbia osato rendere crimine la solidarietà, il salvare vite, il tendere la mano a un pezzo di umanità disperata cui non si è lasciata altra alternativa che la fuga da un continente secolarmente depredato.

Le chiederanno conto del clima di odio e intolleranza scatenato nel nostro paese. Dell’aver imposto a un paese martoriato da un enorme deficit, da infinite mafie, da corruzione sistemica, dal disastro del territorio, dal buco nero della disoccupazione, un nemico immaginario, il profugo e l’immigrato, su cui scatenare la rabbia e la paura di chi era stato impoverito da quei disastri nazionali. Di aver promosso nei fatti la guerra tra poveri.

Le chiederanno conto e ragione delle sue assenze a tutti i vertici europei in cui sarebbe stato possibile definire una risposta comunitaria e umana al problema migranti.

E di averli sempre citati nel suo giustificare le sue azioni come quelle di un buon papà.

Cosa risponderà? Ai suoi ragazzi non basteranno i soliti slogan e le sue bugie. La cancelleranno.

Sì, la cancelleranno. Ai suoi ragazzi, come a tutti i nostri figlioli, infatti, auguro di essere uomini e donne migliori. Umani, critici, liberi. E di cancellare tutto l’orrore che grazie a lei ha invaso, come la peggior peste, la nostra Italia.

Per questo, mi permetto di darle un consiglio.

Non tiri più in ballo i suoi figli. Potrebbero presentarle un conto che non potrà mai pagare.

silvestro montanaro

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1 Response

  1. Avatar MAURIZIO COSTA ha detto:

    Cosa dire, purtroppo credo che Salvini ormai, agli occhi di molti italiani, non sia piu’ un personaggio molto coerente o completamente affidabile, al di là del fatto che – comunque – su alcuni punti lo condivido anche, (non i suoi modi di proporsi, certamente), resta a mio avviso uno dei tanti personaggi che servono i poteri forti e ne fanno da ‘grancassa’……

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