Scout: la mafia li odia

image_pdfimage_print

Furti, danneggiamenti, scritte offensive non fermeranno il loro impegno sul territorio, anzi saranno lo stimolo per rendere quei luoghi più belli di prima. L’Agesci Sicilia fa quadrato attorno alle sedi e alle basi scout prese di mira nelle ultime settimane da una sequenza inquietate di incendi, furti, devastazioni. Perché «non importa quanti buchi farete, importa quanti saremo a chiuderli», per usare uno slogan coniato proprio dai giovani dell’Agesci della base “Volpe astuta” di Palermo, quando otto anni fa trovarono la casa di Fondo Micciulla confiscata alla mafia violata ancora una volta. 

Marsala, Mineo, Ramacca, Belpasso, Noto e, appena tre giorni fa, proprio la base di Fondo Micciulla a Palermo, quella sequestrata nel 1980 da Giovanni Falcone e tra i primi beni confiscati, sottratta al boss Filippo Piraino affiliato al clan degli Inzerillo e nel 1999 data in concessione all’Agesci. Quanto accaduto, «non farà venir meno l’impegno dei capi siciliani nel continuare a promuovere l’educazione dei giovani attraverso l’originale proposta del metodo scout in tutti i territori dell’Isola; in attesa che l’autorità giudiziaria faccia luce sulle responsabilità relative ai recenti episodi, ci conforta l’abbraccio corale della nostra associazione, delle istituzioni locali, della Chiesa siciliana e di innumerevoli realtà del nostro Paese, un abbraccio che ripaghiamo rinnovando il nostro impegno a favore dell’educazione, della legalità, dell’annuncio evangelico di costruzione di un mondo migliore». 

Annalisa Turrisi per AVVENIRE

You may also like...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: