Settimo, non rubare. In memoria di un ladro di dentifricio

E’ successo in quel di Bolzano. Un pensionato di 67 anni è stato scoperto a rubare in un supermercato. All’arrivo della polizia, sicuramente per la vergogna, è morto di infarto. Il suo bottino? Nientedimeno che un dentifricio e uno shampoo….

Le cronache non ci raccontano del suo nome e della sua storia. L’unica cosa che emerge è la vergogna di un uomo nel sentirsi chiamare ladro.

Gli episodi come questo sono oramai innumerevoli. E crescono i casi di anziani morti in totale solitudine o per strada. Oramai incapaci. Persino di rubare. Se ne parla poco, pochissimo. Anzi, niente.

Eppure storie come questa dovrebbero interrogarci profondamente. Una società sfinita, la nostra, ma non solo la nostra, ha trasformato i suoi anziani in rifiuti e pesi. Qualcuno addirittura arriva ad immaginare che sia giusto privarli del diritto di voto. Qualche altro impreca per la loro voglia di andare in pensione quanto prima quasi auspicando che si lavori fino all’ultimo giorno di vita e ritenendolo moralmente giusto. Si afferma una triste morale che fa del produttivo una santità e del tempo libero dalla schiavitù del lavoro un crimine vergognoso.

Siamo arrivati a questo, a questo infinito orrore.

Chiamiamo ladro chi ruba un dentifricio o una bistecca mentre il mondo si organizza sempre più intorno alle regole del furto. Il furto della vita altrui.

Cosa sono le guerre in corso se non rapine con scasso e a mano armata nei confronti di interi popoli’

Cosa c’è dietro la grande fuga dall’Africa, dal Sudamerica o dal Sud Est asiatico se non il grande e sistematico furto delle risorse di quei continenti?

Cosa regola il grande gioco della finanza internazionale? Non è stato forse un colossale furto finanziario a precipitare anni fa il mondo intero in una crisi che sembra non voler finire mai?

Non è un furto il negare alla gran parte dell’umanità i risultati delle scoperte scientifiche, persino in campo sanitario, trasformandole in nuovo potere e ricchezza per delle assolute minoranze?

Non è un furto la privatizzazione dell’acqua, l’aver reso persino cibo e salute uno dei tanti business?

E non è forse rubare, rubare vita, lo schifo di esistenza che ci costringe ogni giorno a cedere diritti e poteri, qualità della vita, in nome di produttività e concorrenza? Conquistare spazi economici non è rubarli ad altri?

Non è un furto aver messo tanta parte dell’umanità in condizione di poter solo sopravvivere?

I veri ladri governano il mondo e lo hanno trasformato in uno squallido e triste casinò nel quale giocano le nostre vite.

Sono loro a dover provare vergogna!

 

silvestro montanaro

 

 

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