Solidarietà digitale: la vergognosa assenza di Sky e Netflix

Jeffrey Preston Bezos, padrone di Amazon e Prime Video, è ormai noto a tutti come imprenditore di grande successo nel settore delle vendite on line.

Meno note, però, le sue altre qualità di grande generosità e di viva umanità, sentimenti che generalmente stridono e mal si accoppiano, nella normalità, nei personaggi di successo.PUBBLICITÀ

Dimostrazione concreta, però, di quanto andiamo dicendo, la recente, veloce e sin troppo solitaria adesione, tra l’assordante silenzio delle altre piattaforme di streaming video, all’iniziativa del Governo italiano di una solidarietà digitale per la gente del nostro Paese (https://solidarietadigitale.agid.gov.it/#/), finalizzata, in questo caso, all’intrattenimento televisivo nelle case degli italiani, obbligatoriamente “reclusi” nelle loro abitazioni per il “coronavirus”.

Poter usufruire dei tanti film e delle innumerevoli serie tv della piattaforma streaming “Prime Video” di Amazon, messi gratuitamente a disposizione dei nostri concittadini nelle loro case, nelle sole zone rosse della penisola, avrà reso certamente meno dura e più sopportabile la loro vita di segregati volontari.

E di ciò, non si può non darne atto a Bezos e ringraziarlo per il suo sollecito e spontaneo gesto di grande solidarietà.

Con l’estensione recentissima del governo, però, delle misure restrittive a tutta Italia, Bezos si è sfilato rapidamente dall’offerta e, quindi, al momento, né nelle zone rosse, né nelle altre parti d’Italia, si avrà più accesso alla piattaforma di Prime Video.

Un bel gesto iniziale rovinato dal recente e poco meditato azzeramento della sua offerta, sulla quale governo e dirigenza Amazon risultano al momento in trattativa.

Le altre importanti piattaforme digitali di streaming video, tra le quali l’inglese Sky e la statunitense Netflix,  interpellate al riguardo, si sono invece rifiutate di aprire gratuitamente per un mese all’Italia le loro librerie video.

Non paghe del loro scarso senso umanitario e della loro scarsa generosità, tra le tre, la sola Sky, la piattaforma di proprietà inglese, continua a comportarsi con il nostro paese come se fossimo una loro antica colonia, trattando i loro tecnici-installatori italiani, in attività nel nostro paese, come carne da macello da mandare al sacrificio,  non sospendendo la loro attività e continuando ad inviarli nelle case italiane per le questioni tecniche di Sky, come se nulla fosse avvenuto, anche dopo l’ultimo decreto del governo di fermo generalizzato in tutta Italia.

Forse i loro tecnici-installatori saranno considerati da Sky come dei terminator-robotizzati provenienti dalle loro librerie video e non esseri umani in grado di prendere e di trasmettere il contagio.

Proprio su questa categoria bistrattata e trascurata, vorremmo invitare il governo ad un momento di riflessione perché si operi, anche per loro, una pausa di riflessione in tema di sicurezza, senza alcun tipo di penalizzazione nei loro confronti da parte dell’Azienda datrice di lavoro, salvaguardando la salute di tutti.

Segnalavamo in precedenza il nostro paese, trattato da Sky come una loro colonia e, senza alcun tema di errore, ci teniamo a ribadirlo.

Avete mai visto una Azienda comportarsi con tale disprezzo e alterigia, nei confronti della propria clientela italiana, in modo tale da offrire in prova una nuova tecnologia, alludiamo al sistema Q di Sky, clientela che dopo averla provata se, nei tempi e nei modi di legge, la rifiuta, gli viene annullato l’abbonamento e deve pagare una somma in penalità, pur se irrisoria, per le spese sostenute, peraltro mai segnalate in precedenza?

Ovviamente il tutto avviene quasi sempre sotto lo sguardo indifferente dell’AGCOM, l’ente creato a tutela dei consumatori nelle Comunicazioni e finanziato economicamente per la propria sopravvivenza, guarda caso, proprio dai controllati.

Sarebbe ora di far vedere a questi ricchi imprenditori stranieri, doviziosi proprietari di multinazionali e piattaforme di streaming video, che si permettono grazie ai loro poderosi uffici legali di evadere il fisco e di minimizzare i loro tributi dovuti nel nostro paese, per sanatorie ed accordi successivi con il Fisco ed il governo, in quella che ritengono una loro colonia, che non siamo affatto dei colonizzati, cominciando concretamente in massa a disdire i loro abbonamenti.

Ovviamente il nostro è solo un suggerimento.

E per dare il buon esempio, allora, cominceremo noi a farlo per primi.

Bye bye Netflix, Sky, Prime Video!

Pier Francesco Corso per ROMADAILY NEWS

https://solidarietadigitale.agid.gov.it/#/

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1 Response

  1. Avatar Liviana Civitico ha detto:

    Sky ha ceduto… 😉

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