Tutto il mondo è un presepe: ” Sono stata fortunata. Mi mancano solo un paio di dita e una gamba…”

“Non so né leggere, né scrivere. Non ne so niente della guerra. Sono solo una ragazza.

Io e la mia famiglia siamo nomadi. Ci spostiamo con le tende e le nostre pecore da una parte all’altra dell’Afghanistan. Viviamo così.
Quel giorno, ci trovavamo in un luogo che già conoscevamo. Ci eravamo stati più volte insieme al nostro gregge. Ricordo che stavamo montando la nostra tenda, e che c’era un’aiuola, un albero vicino a dei fiori che non mi ricordavo di aver mai visto. Era primavera, una stagione bellissima… Stavo camminando proprio verso quell’albero, quando ho sentito l’esplosione. Ho riaperto gli occhi, e mi sono resa conto che la mia gamba non c’era più.
Eravamo in mezzo alle montagne, non c’era nessuno che poteva aiutarci. Nessun ospedale. Ma io in quel momento ne avevo bisogno. Non avevo più la gamba.
I miei fratelli, che erano con me, hanno preso due pezzi di legno, li hanno sistemati sulle spalle e mi hanno caricato lì, camminando per tre ore tra le montagne per portarmi in ospedale.

Sono solo una ragazza. E ora, anche un peso per la mia famiglia. Penso però di essere stata fortunata. A quest’ora potevo essere morta. Mi mancano solo un paio di dita e una gamba, ma sono viva.”

— Sabrai, 16 anni, dal Centro chirurgico per vittime di guerra di EMERGENCY a Kabul

da EMERGENCY

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