Strage di migranti nel “porto sicuro” Libia. Per un po’ di petrolio…

Almeno 40 persone sono morte e altre 80 ferite nel bombardamento aereo che ha colpito un centro di detenzione per migranti in Libia, a Tajoura, nella periferia orientale della capitale Tripoli. Le vittime sono per lo più migranti provenienti da Sudan, Eritrea e Somalia e, secondo il portavoce governativo Osama Ali, “questa è una valutazione preliminare e il bilancio potrebbe aumentare”. Secondo quanto riferito da un testimone ai media locali infatti, nell’hangar bombardato erano rinchiuse oltre 120 persone: “È una situazione estremamente tragica, ci sono ancora corpi sotto le macerie”, fa sapere al-Jazeera.

Un massacro di cui portano la responsabilità le fazioni in campo che si rimpallano le responsabilità. Una strage che pesa sull’Europa e sul governo italiano che ostinatamente rifiuta di prendere atto della realtà.

La Libia non è un porto sicuro. Non lo è mai stata essendo nelle mani dei signori della guerra e delle loro bande assassine abituate a finanziarsi con il traffico di esseri umani. Non lo è ancor più oggi che queste bande si fanno guerra tra loro.

Aver delegato a questa Libia il compito di frontiera sud dell’Italia e dell’Europa è stato da sempre irresponsabile. E criminale. Oggi ancora di più.

Aver fatto guerra a quanti salvavano migranti in fuga da questo inferno, aver desertificato il Mediterraneo da ogni operazione di salvataggio, lasciandolo nelle mani della presunta guardia costiera di un paese fallito, aver preteso che i migranti venissero riconsegnati alle bande e alla guerra in Libia, è stato ed è crimine contro l’umanità.

I migranti sono stati solo l’occasione, nei fatti, per finanziare, attraverso la loro custodia in immondi lager, una delle parti in guerra, quella disposta a fare da cane da guardia ai nostri interessi energetici minacciati da chi, anche in Europa, finanzia il generale Haftar  e i suoi banditi. L’ennesima invasione predatoria di un territorio africano. L’ennesimo disprezzo delle vite di quel continente.  Chi lo ha fatto, chi si è reso responsabile di questo abominio, si aspetti, prima o poi, la sua Norimberga.

Intanto la comunità internazionale sia costretta dalle pressioni di tutti noi, delle opinioni pubbliche, a fare il suo dovere. Chiudere immediatamente i lager, quelli governativi e quelli delle altre bande. Liberare da quegli inferni l’umanità straziata che vi è costretta, condurla in luoghi sicuri  consentendo ai tanti che lo desiderano un pronto rimpatrio nei paesi di origine.

 

silvestro montanaro

 

 

 

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1 Response

  1. Carlo Bigazzi ha detto:

    A parte las tragedias que provocano fanno disonore all ‘Italia e per questo il vostro amato Duce si sta rigirando nella tomba……la Terra é di tutti. cuando lo capirete, retrogadi meschini!!!!!

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