Students demonstrate during a strike organized by the National Students Union (UNE) against budget cuts, in Brasilia, on May 30, 2019. - Thousands of protesters took to the streets of Brazil's capital Thursday following calls for a second nationwide demonstration in as many weeks over the government's plan to slash education spending. Bolsonaro's government has provoked outrage among students and teachers over its proposal to freeze 30 percent of discretionary spending for public universities in the second half of this year. (Photo by EVARISTO SA / AFP)

Studenti e insegnanti brasiliani contro Bolsonaro

Già alla nove del mattino c’erano tre tende montate di fronte all’Istituto di Filosofia e Scienze Sociali dell’Università Federale di Río de Janeiro. Alcune ore più tardi lì davanti si sarebbero svolte lezioni all’aperto, dibattiti e incontri sulla comunicazione con materiali per far si che finanche i bambini potessero disegnare in piazza contro i tagli all’università che Bolsonaro vuole imporre. La mobilitazione è cominciata attorno alle 14, e poco a poco si è riempita la piazza San Francisco de Paula. Uno degli appelli di convocazione della mobilitazione lanciava le 15 come inizio del concentramento alla Candelaria, la chiesa da cui iniziano tutte le manifestazioni degne di tal nome in terra carioca. Ma le associazioni sindacali docenti avevano altri piani.

Le lezioni all’aperto hanno cominciato a riempirsi di persone verso le tre del pomeriggio. Il pubblico presente si alternava tra piccole sessioni di storia ambientale, presentazioni di ricerche sulle donne in carcere, fino ad una sessione di musica classica e contemporanea. Non poteva mancare una lezione di spiegazione delle conseguenze che la riforma delle pensioni proposta da Bolsonaro porterebbe realmente al paese, dato che le autorità hanno “promesso” che l’approvazione della riforma potrebbe generare un risparmio di spesa che verrebbe destinata all’educazione.

L’attuale crisi economica vede imporre restrizioni diseguali, che non colpiscono le imprese che dovrebbero essere sanzionate per il danno ambientale che provocano, né le grandi istituzioni finanziarie, né gli enormi evasori fiscali. La comunità studentesca ed accademica lo cantava così al corteo: “ci sono soldi per le milizie, ma non ce ne sono per l’educazione!”

 

Verso le cinque di pomeriggio, alcuni prima ed alcuni dopo, studenti, docenti e solidali con la causa abbiamo cominciato la manifestazione fino ad arrivare alla Candelaria. Nell’ Av. Presidente Vargas era già cominciato il comizio finale. Verso le sette, la manifestazione si è diretta a Cinelandia, attraversando ed inondando avenida Río Branco

La strada era piena di persone che mostravano cartelli colorati in cui si leggeva “Amo l’università pubblica”, “In difesa dell’educazione”, e “Conoscenza senza tagli”. E le cinque richieste urgenti al Ministero dell’Educazione. L’associazione dei docenti della Università Federale e del Conservatorio della conoscenza le distribuivano al corteo. Tra i canti risaltava il rifiuto della riforma delle pensioni e l’opposizione al governo: “Non lavorerò fino a morire” e “Voglio studiare ed essere intelligente, di asino abbiamo già il presidente”.

 

da DINAMO PRESS

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