People reach out for free food for all communities being distributed as part of religious Sikh tradition, during a procession on Guru Gobind Singh's birth anniversary in New Delhi, India, Sunday, Jan. 4, 2004. Gobind Singh is the 10th leader of the Sikhs. (AP Photo/Gurinder Osan)

Sulla fame nel mondo le Nazioni Unite mentono

821 milioni di persone soffrono di malnutrizione, il 10,9% della popolazione mondiale. E il continente più colpito, in termini percentuali, è l’Africa, dove è malnutrita quasi una persona su quattro, il 23,2% degli abitanti.

Per le Nazioni Unite, nel loro ultimo rapporto sulla sicurezza alimentare, la responsabilità di questa catastrofe è da addebitare  alle guerre e ai cambi climatici. Una formula, cinicamente generica, tipica di un organismo che sempre più è attento a non pestare i piedi ai suoi principali finanziatori.

Chi vuole le guerre? Quali sono i responsabili dei cambi climatici?

La risposta a questi semplici quesiti vedrebbe sul banco degli imputati i potenti della Terra, quelli che tengono ben stretto nelle loro mani il controllo di un’organizzazione, le Nazioni Unite,  che da tempo è venuta meno al suo compito di rappresentanza delle istanze più vere della popolazione mondiale.

La fame, la miseria, sono figlie dell’attuale ordine mondiale, ultra liberista, dominato dai poteri finanziari, che negli anni sta ergendo mura spaventose tra una minoranza sempre più minoranza di super ricchi e una maggioranza assoluta di poveri ed impoveriti. L’Africa ne è l’emblema più inquietante.

Un intero continente costretto e condannato alla fame e al degrado, ridotto a serbatoio di materie prime a prezzo di rapina, a pattumiera dell’umanità, a mercato delle armi, alla corruzione estrema che alimenta partiti politici e servizi segreti del resto del mondo.

La fame è figlia dell’ingiustizia!

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