Traffico cinese di donne birmane usate come uteri schiavi

” Hanno detto che in Cina avrei potuto lavorare e così aiutare la mia famiglia. Invece mi hanno venduta ad un uomo che mi ha chiusa in una stanza. Potevo mangiare solo quando lui voleva. E ogni volta mi violentava”.

” Mi hanno rapita e portata in Cina. Poi una mattina mi hanno fatta vedere a 10 uomini e uno di loro mi ha comprata e ha cominciato a violentarmi. Ogni giorno. Quando è nato il bambino, poco dopo, mi ha rivenduta ad un altro uomo…”.

” Ho dovuto far sesso con quell’uomo ogni notte. Se rifiutavo, mi mostrava un coltello. Ogni giorno, poi, dovevo pulire la casa, lavare i panni di tutta la sua famiglia, cucinare per loro e lavarli. Ero la loro schiava. Quando è nato il bambino mi hanno cacciata via”.

” Mi hanno rinchiuso per un anno in una stanza. Mi picchiavano e spesso mi lasciavano senza mangiare. La mia colpa era di non restare in cinta di quell’uomo che mi stuprava ogni giorno”.

” Non mi hanno permesso di aver cura del mio bambino. Ho potuto solo partorirlo e allattarlo. Poi la madre di quell’uomo l’ha preso e mi hanno buttato fuori di casa”.

Donne rapite, rese schiave e messe incinte, fatte partorire e poi uccise o abbandonate : è questa la terribile sequenza che spetta a migliaia di donne dello stato di Kachin in Myanmar che vengono prese e deportate verso la Cina, paese nel quale, da tempo, mancano donne.

A denunciare questa terribile storia è un rapporto di Human Rights Watch (HRW) , intitolato “Dacci un bambino e ti lasceremo andare”, nel quale si racconta della barbarie che queste giovani sono costrette a subire per soddisfare la richiesta degli uomini cinesi non tanto di avere una moglie quanto quella di avere un figlio. Le ragazze, dopo il parto, vengono o cedute a un altro uomo o uccise o, in alcuni casi, lasciate libere ma sole, senza soldi né mezzi, nel cuore della campagna cinese.

La richiesta di donne Kachin è guidata dagli effetti della politica “un figlio unico” della Cina e decenni di selezione del sesso spesso illegale, che ha portato a una carenza di donne in molte parti del paese, secondo HRW, specie nelle zone rurali, dove molti giovani partono per lavoro in città e uomini che rimangono in lotta per trovare moglie. Secondo il rapporto, i trafficanti possono fare guadagnare fino a 13000 dollari per ogni donna cinese venduta a un uomo cinese.

Fonte: Human Rights Watch e Business Insider

 

You may also like...

1 Response

  1. donatella ha detto:

    non si riesce a cliccare mi iace su questo artiolo… è troppo atroce

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: