Trump mente. Non esiste nessuna prova sull’origine in laboratorio del coronavirus

L’Oms, già finita nel mirino di Donald Trump perché accusata di essere filocinese, reagisce alle ultime uscite dell’amministrazione Usa sulle origini di Sar Cov 2 con durezza. “Da tutte le prove viste, più di 15.000 sequenze genetiche, ritengo che questo virus sia di origine animale” dice Maria Van Kerkhove dell’Oms commentando le ultime dichiarazioni del segretario di Stato Usa Mike Pompeosecondo il quale il virus potrebbe essere nato in laboratorio cinese. “C’è un legame coi pipistrelli dobbiamo capire l’ospite intermedio“.

Una tesi quella del virus creato in laboratorio smentita da mesi dalla comunità scientifica e anche dalla stessa intelligence Usa. Ma l’ipotesi che il virus – che ha contagiato oltre 3 milioni e mezzo di persone e provocato 250mila morti – possa essere di origine sintetica, continua a essere esposta dall’inquilino della Casa Bianca. Consapevole di un declino, sancito dai sondaggi, a un soffio delle presidenziali di novembre Trump le sta provando tutte per concentrare l’attenzione sul nemico esterno.

Il capo del programma di emergenze sanitarie dell’Organizzazione mondiale della sanità, Mike Ryan, poi rispondendo a una domanda sulle tesi di Pompeo (già propinata dal presidente Usa la settimana scorsa) spiega: “Possiamo imparare dagli scienziati cinesi e scambiarci conoscenze” ma se questo “diventa un’indagine aggressiva verso un comportamento sbagliato allora è un problema politico, non scientifico. La scienza dev’essere al centro e una ricerca su basi scientifiche sulle origini del virus sarebbe di beneficio per tutti”. Gli esperti dell’Oms, nel corso del consueto briefing, hanno definito come “speculazioni” le teorie circa un’origine in un laboratorio cinese del coronavirus e hanno sottolineato di non avere ricevuto alcuna prova in questo senso da parte degli Stati Uniti. 

“Dal nostro punto di vista, questo rimane speculativo – dichiara Ryan – Ma come qualsiasi organizzazione che si basa su prove, saremmo pronti a ricevere qualsiasi informazione sull’origine del virus. Se tali dati e prove sono disponibili, spetterà al governo degli Stati Uniti decidere se e quando possono essere condivisi. Ma è difficile per l’Oms operare in un vuoto di informazioni su questo specifico aspetto”.

Anche gli 007 Usa “concordano con il largo consenso scientifico che il virus non è stato prodotto dall’uomo o geneticamente modificato“ aveva fatto sapere la National intelligence (Dni), che coordina tutte le agenzie del settore, un paio di giorni fa. Anche se assicurava che “continuerà ad esaminare rigorosamente le informazioni che emergeranno per determinare se la diffusione è cominciata tramite contatto con animali infetti o se è il risultato di un incidente di laboratorio”.

È “falsa e infondata” l’ipotesi del premio Nobel, Luc Montagnier, secondo la quale il nuovo coronavirus è nato in un laboratorio a Wuhan. Lo sostiene la Federazione Italiana Scienze della Vita (Fisv) che riunisce 16 società scientifiche per un totale di quasi 10mila scienziati. Per evitare fake news, i ricercatori invitano a “non prendere automaticamente per oro colato quello che viene da un premio Nobel semplicemente perché ha questo titolo, anche perché questo particolare Nobel da molti anni sostiene bufale scientifiche e getta discredito sulla scienza sana”.

Secondo Montagnier, il virus Sars-CoV-2 è il risultato di una sperimentazione che ha generato un virus ibrido con quello dell’Hiv. L’ipotesi “ha fatto rapidissimamente il giro d’Italia sui social ed è stata riportata su telegiornali, quotidiani locali e nazionali, alimentando facilmente il sospetto che la ricerca abbia prima fatto il danno e poi nascosto la mano”, hanno osservato i ricercatori. Si tratta però di un’ipotesi “di fatto interamente falsa ed infondata”: l’analisi delle sequenze genetiche del nuovo coronavirus conferma che si tratta, di “una naturale evoluzione e non di una ricombinazione in provetta – ha aggiunto la Fisv – Le brevi sequenze codificate anche nel genoma dell’Hiv si sono generate per caso, come dimostra il fatto che si ritrovano in numerose proteine di mammiferi, insetti, batteri, e virus”.

La Federazione ha sottolineato che l’ipotesi di Montagnier si fonda su una ricerca indiana, pubblicata su un sito non filtrato da revisori scientifici e ritirata “perché la comunità scientifica ne aveva immediatamente segnalato le falle”, e su un articolo pubblicato su “una rivista cosiddetta predatoria, di quelle che pubblicano qualsiasi cosa purché gli autori paghino laute cifre”.

da IL FATTO QUOTIDIANO

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