TRUMP VUOLE AFFAMARE I PALESTINESI PER COSTRINGERLI ALLA RESA

L’amministrazione Trump ha annunciato che da ora in poi non verserà più contributi a UNRWA, l’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi. La decisione, drammatica visto che gli Stati Uniti sono il principale donatore, segue il taglio feroce già apportato a inizio 2018.
L’ambasciatrice americana alle Nazioni Unite, Nikki Haley, ha detto questa settimana che gli americani potrebbero tornare a finanziare nuovamente l’UNRWA solo se questa intraprendesse drastiche riforme come la ridefinizione di chi è un rifugiato palestinese e “smettesse di insegnare contenuti anti-israeliani e anti-americani nelle proprie scuole”.
L’UNRWA fu creata nel 1949 per fornire servizi di base ai 700.000 palestinesi fuggiti o espulsi durante la guerra tra i paesi arabi e Israele. L’ONU qualifica come rifugiati palestinesi 5.266.033 persone attualmente residenti in Cisgiordania, nella Striscia di Gaza, in Giordania, in Libano e in Siria. Gli Stati Uniti si oppongono al carattere ereditario nella definizione di rifugiato palestinese. Sotto la nuova catalogazione, il numero si ridurrebbe a un decimo. E criticano il fatto che i palestinesi abbiano una propria agenzia mentre il resto dei rifugiati nel mondo sono sotto la tutela dell’UNHCR. Polemiche pretestuose in linea con quelle che porteranno a breve anche a tagli degli aiuti alla Autorità palestinese rea di aver contestato la decisione americana di riconoscere Gerusalemme come capitale della sola Israele. L’idea è di piegare ogni resistenza palestinese con il ricatto della fame a un popolo già duramente colpito.
Nonostante questa grave situazione, l’UNRWA ha aperto le sue scuole mercoledì all’inizio dell’anno scolastico in Cisgiordania e Gaza. Ma la carenza di fondi può costringere alla loro chiusura nei prossimi mesi, specialmente nella povera Gaza dove più della metà degli abitanti sono rifugiati: “Cosa faranno 280.000 studenti? Finiranno per strada? Il collasso del sistema educazionale può causare un disastro sociale e una grande instabilità nella Striscia “, avverte Adnan Abu Hasna, portavoce dell’organizzazione nell’enclave che ha un disperato bisogno di aiuto per quanto riguarda salute, educazione e beni alimentari.
Il governo israeliano denuncia che l’UNWRA “perpetua il problema dei rifugiati e incoraggia la narrazione del ritorno e dell’odio per Israele”. Fonti militari israeliane, però, avvertono che queste decisioni americane così drastiche “possono provocare un pericoloso vuoto soprattutto a Gaza”. “L’UNRWA è un’entità molto ostile nei confronti di Israele, ma quando c’è una crisi sono gli unici a Gaza con i quali possiamo parlare”, dice l’ex ufficiale Amos Gilad che ricorda: “Molte famiglie a Gaza dipendono dalle scuole e dalle cliniche dell’UNRWA. Se scompare, ci sarà un’ondata di licenziamenti, che alla fine danneggeranno la sicurezza di Israele “.

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