Turchia: chi critica l’attacco ai curdi finisce in galera

In Turchia chi critica l’offensiva militare in Siria rischia pesanti condanne.

Con l’inizio dell’operazione “Sorgente di pace“, una nuova ondata di repressione si è abbattuta sulla stampa turca e su chiunque si sia distanziato dalla linea ufficiale del governo.

Solo nella prima settimana dell’offensiva militare, 839 account sono stati posti sotto indagine per “diffusione di contenuti di rilevanza penale“; 186 persone sono state messe in custodia di polizia e 24 di loro sono state poste sotto detenzione preventiva.

Giornalisti, utenti dei social media e manifestanti sono stati accusati di “terrorismo” e sottoposti a indagini, detenzioni arbitrarie e divieti di viaggio all’estero. Centinaia di persone sono state arrestate e sono oggetto di indagini sulla base delle leggi antiterrorismo. Se giudicati colpevoli, rischiano lunghe pene detentive.

Le autorità turche devono fermare questa repressione e annullare tutte le accuse contro coloro che hanno pacificamente espresso la loro opinione.

AMNESTY INTERNATIONAL

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1 Response

  1. 20 novembre 2019

    […] Tratto da: raiawadunia.com […]

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