Tutti contro il reddito di cittadinanza

Oramai è evidente persino a un cieco.

Il governo Di Maio/ Salvini corre verso la crisi e si annuncia un nuovo voto.

Salvini ha usato questi mesi per lavorare ai fianchi i 5 Stelle vissuti come l’incubo maggiore dai gruppi di potere del nostro paese. Ne ha fatto lo scranno di un’interminabile campagna elettorale in cui catturare consensi e fortificare l’idea di una sua leadership su scala internazionale.

La sua recente visita in Israele, quella in programma a gennaio nel Brasile di Bolsonaro e, a seguire, negli Stati Uniti alla corte di Donald Trump servono a consacrarlo come paladino dei poteri forti mondiali.

Il governo cadrà, gli scricchiolii si avverano ogni giorno più forti. Ogni occasione sarà buona purché non configga con la tabella di marcia del leader della Lega. A tutti sarà taciuta la vera natura della crisi, il reddito di cittadinanza.

L’ostilità a questa misura compatta campi diversi ma affini. Un pensiero unico cementa alleanze sotterranee e maleodoranti.

Il reddito di cittadinanza sarebbe mera misura assistenziale, capace solo di produrre ulteriore deficit di bilancio, di incrementare lavoro nero e zone di “fannullosità” sociale. Un abominio. Solo il lavoro potrebbe redimere i mali italiani.

Non ho particolari simpatie per questa proposta dei 5 stelle. Alla fine si sta rivelando un topolino a fronte dei problemi giganteschi che vorrebbe affrontare. Ciò non toglie che il ragionamento di chi la avversa mi fa solamente orrore. Una filosofia arrogante e punitiva, una vera e propria dichiarazione di guerra verso poveri e impoveriti.

Quella del reddito universale è stata una grande idea di civiltà. Era una delle parole d’ordine più sacrosante  della sinistra non più tardi di venti anni fa. Affermava e afferma il diritto a una vita dignitosa per tutti.

Se è vero che  il sistema attuale è un meccanismo che accentra progressivamente le ricchezze nelle mani di pochi desertificando il reddito dei più, è semplicemente giusto rivendicare il diritto alla vita per tutti. Cioè reddito per tutti. Chi invoca soluzioni diverse e chiede di sperare ancora una volta in politiche del lavoro, mente spudoratamente. Certo servono politiche dl lavoro, certo, ma nella consapevolezza che il tempo della piena occupazione è finito e con esso il tempo dell’abbondanza di domanda di lavoro. Automazione spinta, intelligenza artificiale, scontro tra superpotenze per i settori produttivi del futuro, lasciano intravvedere le macerie di un mondo fondato sul lavoro. Disoccupazione e povertà dilagano, affossano oramai interi paesi e mettono in discussione le fondamenta stesse della democrazia.

Gli esseri umani immiseriscono, la loro vita diventa sopravvivenza e hanno il diritto di ribellarsi a questa condizione. Voler colpevolizzare poveri e disoccupati per questo loro status è un vero e proprio crimine. L’unica compatibilità accettabile è la dignità umana.

Solo classi dirigenti miopi e serve possono immaginare di governare questa devastazione sociale con le armi del populismo e dell’autoritarismo. Il rischio di intere società che collassano è sempre più probabile.

I gilet gialli, ma non solo, ne sono la spia.

Silvestro Montanaro

 

SOSTIENI RAIAWADUNIA 

 

POSTEPAY: 5333 1710 6675 5675 – c.f. MNTJCP93R08F839R
PAYPAL: silvymonti@yahoo.com
BONIFICO BANCARIO: IBAN IT62I0760105138232206132212 – Jacopo Montanaro

You may also like...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: