Tutto il mondo è presepe: ” Mi hanno comprata in tanti. Soprattutto quelli che dovevano proteggerci…”.

” Princesse, la mia piccola, era bellissima. Le facevo le freccine con le perline colorate e lei, poi, per strada, sorrideva a tutti come fosse una piccola soubrette. Poi è arrivato Dio ed è stata la fine…”.

Non ha più lacrime da piangere Catherine. Sembra una donna senza tempo, eppure ha soli ventisei anni. Se ne sta in un cantuccio in una baracca di poveri pali, con per tetto un telo di plastica, in uno dei tanti campi profughi del suo disperato paese, la Repubblica Centrafricana. Sola, disperatamente sola, crudelmente sola…

” Per primi, nel nostro villaggio, sono arrivati quelli che che chiamavano Dio col nome di Allah. Hanno ucciso, stuprato, rubato in nome di quel loro Dio furente. Io sono riuscita a fuggire con Princess al collo nella foresta. Quando sono tornata la mia casa non c’era più. Solo qualche tizzone ardente e il corpo maciullato di mio marito…

Dopo un po’ sono arrivati quelli del Dio della croce. Hanno ucciso, stuprato, rubato quel po’ che restava…Ancora una volta ci siamo salvate fuggendo e stavolta non siamo ritornate indietro. Si torna a casa, ma oramai non c’era nessuna casa ad attenderci.

Siamo finite in un campo profughi. Disperate tra tanti disperati. Animali, in un eterno odore di piscio,che come galline in un pollaio potevano solo sperare nel momento in cui qualcuno ci desse un po’ di cibo.

Princess si è ammalata. Poco cibo, poco di ogni cosa e niente più perline colorate…Il suo male erano gli stenti, la fame, ma io cercavo un dottore, credevo ancora che qualcuno potesse salvare la mia bambina. Ma di dottori nemmeno l’ombra. Nè in quel campo né negli altri in cui ci siamo spostate perché quelli di Dio, di quel Dio impazzito e in collera con se stesso, attaccavano anche i campi profughi.

Pian piano Princess si è ridotta a niente. Ci davano così poco…così poco…E allora mi sono fatta coraggio. Per avere di più, ho cominciato a vendermi. Per una lattina di lenticchie o un po’ di farina ho accettato sconosciuti nel mio corpo. Ho sentito il loro alito puzzolente sulla pelle, le loro bocche oscene sul mio corpo, le loro offese….Princess doveva vivere. Chiudevo gli occhi e sognavo i suoi sorrisi…

Mi hanno comprata in tanti. Soprattutto quelli con i caschi blu. Quelli della missione di pace, gli uomini che dovevano proteggerci.Proteggere me e Princess…

La mia piccolina non ce l’ha fatta. Un mattino mi sono svegliata con lei gelida tra le mie braccia.

Mi hanno spiegato che Dio con questa guerra che mi ha rubato tutto non c’entra. Combattono per delle pietre. Uranio, diamanti…Ma come si può uccidere e stuprare per delle schifosissime pietre? Princess è morta, soffrendo, per delle pietre? Non posso accettarlo. Non posso. Quelle pietre mi fanno orrore, sono i ciottoli della morte.

Le mie povere perline colorate erano vita e sorrisi. Mi avete rubato anche quelle “.

 

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