Un esercito di mercenari per rovesciare il governo venezuelano

Uno studio pubblicato nel 2005 da John Coatsworth, docente dell’università di Harvard, e tornato a circolare sui media sudamericani in questi giorni ha calcolato come tra il 1898 e 1994 gli Stati Uniti siano intervenuti ufficialmente per cambiare i governi dell’America Latina in ben 41 occasioni, cioé una volta ogni 2,5 anni quasi. In quasi tutti i casi gli interventi sono iniziati ai primi del ‘900, continuati poi per tutto il secolo, e spesso presentati come l’unica soluzione per risolvere le loro crisi interne o proteggere gli interessi dei cittadini Usa che vivevano lì.

Ancora oggi l’amministrazione americana, a guida Trump, minaccia un suo intervento diretto per risolvere la crisi venezuelana.
E, in questi ultimi giorni, circola insistente la notizia che il fondatore della compagnia americana di mercenari Blackwater, Erik Prince, molto vicino al governo di Donald Trump, ha trascorso mesi a cercare di organizzare un esercito di 5.000 mercenari per rovesciare il regime di Nicolás Maduro con attacchi a partire dalla Colombia. Sia il governo americano che l’opposizione venezuelana hanno detto di non saperne nulla, ma la compagnia di Prince, ha detto a Reuters che l’uomo d’affari “ha una soluzione per il Venezuela, come per molti altri paesi”.

Prince ha ottimi contatti, sia a livello politico che familiare nella Casa Bianca. Da un lato, sua sorella è Betsy DeVos, Segretario all’Istruzione degli Stati Uniti. Dall’altro, Prince ha agito come intermediario tra la squadra dell’allora candidato Donald Trump e le monarchie dell’Arabia Saudita e degli Emirati Arabi Uniti nell’estate 2016.
Prince è anche coinvolto nella controversa relazione tra Donald Trump e Vladimir Putin. Nel rapporto del procuratore speciale sulla “trama russa”, Robert Mueller, si descrive in dettaglio un incontro che Prince ha organizzato alle Seychelles nel gennaio 2017, 9 giorni prima che Trump prestasse giuramento come presidente, cui parteciparono il principe ereditario degli Emirati, Mohamed Bin Zayed al Nahyan (noto negli Stati Uniti come “MZB”) e il CEO del fondo sovrano russo, Kirill Dmitriev, in rappresentanza di Vladimir Putin.Secondo il rapporto, l’obiettivo dell’incontro era stabilire un canale di cooperazione non ufficiale tra Mosca e Washington.

Tuttavia, nel dicembre del 2017, Prince dichiarò al Congresso degli Stati Uniti che la riunione era stata fortuita e che non aveva alcun rapporto “ufficiale o, addirittura, non ufficiale” con la campagna di Trump. Quella affermazione è ciò che ha causato l’ira dei deputati tanto democratici quanto repubblicani. Per questo motivo, il presidente del comitato giudiziario della Camera dei rappresentanti, il democratico Adam Schiff, ha raccomandato oggi al Dipartimento di giustizia di condurre un’indagine criminale contro Prince per ostacolo alla giustizia.

You may also like...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: