Un giorno proveremo vergogna per ciò che siamo diventati

Verrà il tempo in cui questo nostro povero paese si risveglierà dall’orribile sonno della ragione che oggi lo domina.

Un paese afflitto dalle mafie che fa guerra a chi le mafie le ha sempre combattute. Ai Saviano, ai Ruotolo, additati al pubblico disprezzo e lasciati indifesi in balia dei sicari delle cosche.

Un paese ridotto alla disperazione, con 5 milioni e passa di poveri assoluti e un’economia in recessione, la sua gioventù costretta all’esilio o alla disoccupazione,con un debito pubblico stratosferico che ne condanna presente e futuro, cementato da incompetenza e corruzione, che è stato portato a credere che il suo nemico numero uno sia un flusso migratorio, per altro già ridimensionatosi.

Un paese che ha fatto dei poveri della Terra, dei derubati di sempre, frodati dai potenti del mondo e da quelli di casa nostra, come frodata è la sua gente dagli stessi voraci pescecani, i suoi nemici giurati. Un paese che insulta i suoi uomini e le sue donne migliori accusandoli del reato di aver speso la vita nel soccorrere e voler dignità per chi patisce l’ingiustizia. Un paese che permette di definire Gino Strada un “miliardario senza scrupoli” e i volontari come soci di affari dei trafficanti di uomini e che versa centinaia di milioni ai libici, cioè ai veri trafficanti, e li definisce amici e con loro permette il rinascere delle Auschwitz e dei loro orrori.

Un paese che definisce nemica l’Europa accusandola di averlo lasciato solo a fronte dei flussi migratori e che batte le mani e alimenta il potere di chi è alleato con chi in Europa lo ha fatto.

Un paese che ha lasciato che le sue istituzioni venissero usate per l’eterna campagna elettorale di uomini senza scrupoli, che l’ha  pagata forse  di tasca propria, permettendo di farsi ammaliare dalla più squallida retorica e da vergognose bugie.

Un paese immemore delle sue tragedie, innanzitutto il fascismo, che ancora una volta ha cercato il suo duce, il suo salvatore e non la democrazia. Un paese tanto immaturo e prono da credere ancora alla favola bugiarda dell’uomo del destino.

Un paese che ha ceduto all’imbroglio più becero di chi invece di fare il suo lavoro  si appropria del lavoro altrui. Sono magistrati e forze dell’ordine a indagare, arrestare, confiscare beni alle mafie, sudando e rischiando per anni, non chi ne indossa le divise e si fregia del loro operato.

Questo paese balordo un giorno si risveglierà perché il suo spirito critico, la sua coscienza democratica, la sua bellezza e umanità, prevarranno. E proverà infinita vergogna. Innanzitutto chi aveva il diritto dovere di parlare forte e chiaro e invece ha taciuto e quanti hanno spianato, per pura fortuna personale, la strada alla melma che oggi soffoca la coscienza degli italiani.

 

silvestro montanaro

 

 

 

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1 Response

  1. luigi bertuzzi ha detto:

    Cominciamo a far prevalere lo spirito critico. Cominciamo ad accorgerci che siamo diventati dipendenti dalla tecnologia usata per mamtenerci incapaci di far sentire la nostra voce di cittadinii, perché deve servire solo per fidelizzarci come consumatori e come elettori. Cominciamo a dialogare. Fermiamo le informazioni sui temi più urgenti, senza disperderci in commenti che lasciano tutto al punto di prima, aspettando di leggerne altre, delle quali torneremo a dire sempre le stesse cose. Quando avremo fatto prevalere lo spirito critico non proveremo vergogna. Ci sentiremo responsabili del nostro futuro.

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