Un mondo più giusto non vuol dire tutti più poveri

Giorni fa, a fine di un incontro in una scuola, mi si è avvicinato uno studente.
” Belle parole quelle che dici, ma a me fanno paura. Un mondo più giusto, che sani le ingiustizie, sarebbe un mondo difficile per me. Perché tutti stiano bene, c’è bisogno che dalle nostre parti si rinunci ad una parte delle nostre ricchezze. Le merci prodotte grazie ai bassi salari, poi, in caso di giustizia, costerebbero di più e io perderei troppo. Già ora posso consentirmi così poco…”.
Ho provato infinita tenerezza per quel ragazzino e tanto dolore. Il suo ragionare è lo specchio di questo nostro tempo, della sua crudeltà e della sua feroce menzogna.
E’ il frutto di una campagna sistematica che punta sulla paura della gente impoverita dalle crisi e da un modello sociale ed economico che sta impoverendo il mondo intero e che scatena la guerra tra poveri sventolando la lercia bandiera degli egoismi. Mors tua, vita mea.
E’ il risultato di una cultura pseudo-cristiana, tristemente “buonista”, che crede che solo se l’Occidente rinuncia a qualcosa, se sacrifica la sua opulenza, sia possibile l’emergere dalla miseria delle altre parti del pianeta.
Entrambe queste ideologie fondano la loro esistenza su una visione errata e distorta della realtà.
A quello studente ho fatto un esempio. Ai piedi aveva un paio di Nike. Quelle scarpe vengono prodotte in tanti luoghi poveri del mondo in cambio di salari a dir poco ridicoli. Alla Nike costano al massimo 5 dollari. Ed allora perché tu continui a pagare quelle scarpe oltre i cento euro?
I processi di globalizzazione, così come sono andati avanti in questi ultimi venti anni, hanno favorito solo grandi aziende e lobby finanziarie. Il nostro mondo ha perso interi settori economici che sono stati demoralizzati in zone del mondo in cui era possibile pagar poco o niente e non c’era sindacalizzazione. Noi abbiamo perso ricchezza e posti di lavoro. Ma anche diritti acquisiti in decenni di lotta e ridotti sempre più in nome delle necessità di una fittizia concorrenza internazionale. Altrove non si è generata vera ricchezza sociale. Gli unici a trarne profitto sono stati mondo finanziario e grandi marchi. Hanno ridotto le spese e moltiplicato i profitti all’infinito.
Un mondo più giusto non impoverirebbe noi, ma solo loro, i sempre più pochi che in questi anni, mentre il mondo, nel suo complesso impoveriva, sono divenuti ancora più ricchi.
Il nostro mondo dovrebbe rinunciare solo all’ingiustizia e ai modelli sociali che su di essa si fondano.Potremmo essere tutti più ricchi, arrestare i processi di pauperizzazione in corso che stanno facendo strage nella nostra parte del mondo di infinita umanità e del suo futuro.
Forse, quel ragazzo l’ho convinto.

 

silvestro montanaro

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