UNA CASA NUOVA PER CHI HA FAME DI PACE E GIUSTIZIA

Il mondo è in tempesta.
Gli esiti di una globalizzazione senza regola alcuna se non quella imposta dai più forti; una finanziarizzazione che ha trasformato il pianeta intero in un tavolo da gioco in cui a vincere sono sempre più pochi e a perdere folle di risparmiatori e interi paesi; l’avanzare dei processi di automazione nei processi produttivi e financo nei servizi che ha lasciato e lascia un cimitero crescente di posti di lavoro; il fallimento evidente delle istituzioni internazionali, Onu in testa hanno definito un mondo che per molti, troppi, è invivibile e pericoloso.
E’ sentimento largo, ad ogni angolo del pianeta, la rabbia per l’esclusione da un benessere sotto gli occhi di tutti, possibile, ma riservato ad una minoranza.
Tutto ciò, e altro, hanno creato una storica occasione per la ripresa dei nazionalismi e con essi dei peggiori rigurgiti della demagogia e degli interessi particolari.
Ovunque si giri la testa, l’osanna di popoli interi è a chi tuona la pretesa del “ prima noi”. “ Prima gli americani…Prima i francesi….Prima gli israeliani…Prima gli italiani…”.
La storia dell’umanità sembra non aver insegnato niente ai suoi moderni protagonisti. Questo slogan, più volte agitato, anche in un recente e disastroso passato, ha portato solo a traumi sanguinosi, a spaventose tragedie.
Disastro nel disastro, il nostro mondo, nei suoi processi di secolarizzazione, ha fatto strage di ogni ideologia, ma anche di qualsivoglia pensiero critico della realtà e di ogni sua progettazione alternativa ai furori e alla pochezza oggi in auge. Stiamo divenendo prateria per ogni avventurosa, e devastante, scorreria di pochi consigli di amministrazione e di anonimi fondi finanziari, capaci per consistenza di capitali e assenza di regole, di abbattere in un attimo intere economie, ma soprattutto mettere a rischio la vita e la serenità di milioni e milioni di donne e di uomini.
A fronte di questo disperante panorama, qualcuno predica l’inesistenza di confini divisori del pensiero e dell’agire politico quali erano una volta destra e sinistra,
Devo dire che poco importano i termini usati, ma questo ragionare è profondamente falso.
Esiste una evidente differenza tra chi affronta i nodi del pianeta a suon di potenza finanziaria e militare e chi pensa che solo pace e giustizia possano far fronte alla complessità del nostro oggi.
Esiste un baratro tra chi serve gli interessi di una minoranza sempre più opulenta e chi invece pensa che la ricchezza del mondo, tanta, va equamente redistribuita assicurando sicurezza e serenità a tutti gli abitanti del pianeta.
C’è un abisso tra chi protegge e brevetta gli straordinari progressi scientifici rendendoli beneficio per pochi e chi afferma che la cura di un terribile male, ad esempio, sia diritto di tutti, anche di chi non possiede i mezzi per pagarla.
Se da un lato il mondo pullula di soggetti politici a disposizione delle ciniche pretese dei pochi, dall’altro è il deserto. La crisi dei socialismi e delle democrazie è irreversibile e non è stata occasione di nascita di nuove realtà capaci di porsi come alternativa credibile al pensiero unico dominante che altro non è che la difesa e la celebrazione dei più forti, dei pochi che hanno in mano tutta e tutte le forze.
“ Dio è morto”, diceva Holderlin, uno dei più grandi poeti mitteleuropei. Intanto cercava i sentieri dei nuovi dei sapendo che l’istinto e il bisogno umano ne avrebbe fatti nascere di nuovi.
Le socialdemocrazie hanno svolto il loro ruolo e oggi sono solo residui storici. Mai come ora, però, occorre una nuova casa per le donne e gli uomini che non intendono far regolare la loro vita dal più crudele degli dei, il mercato e i suoi avidi gestori.
Questa nuova casa, in Italia come altrove, non può nascere dai cocci sparsi della vecchia e fallita sinistra ma deve appellarsi a forze nuove che esistono e cercano punti di riferimento. Ai tanti del non voto, ai tanti che hanno votato il meno peggio, a chi ha finalmente capito che è illusorio ogni tentativo di semplice riforma o contenimento dell’esistente e dei suoi poteri.
Una casa nuova, un linguaggio nuovo e nuove bandiere che inneggino a un presente e a un futuro diverso e alla portata di tutti e che mettano al centro i bisogni primari degli esseri umani. Tutti.
Una casa che affermi con serena convinzione che i problemi delle donne e degli uomini, ad ogni angolo del pianeta, sotto ogni cielo, sono comuni e per essere affrontati hanno bisogno di soluzioni comuni. E che l’inchiostro di queste soluzioni è insieme grande e lungimirante politica e spirito di pace. Una casa di chi si sente orgogliosamente cittadino del mondo.
Una casa che annunci che i frutti del lavoro e del pensiero dell’uomo hanno creato soluzioni a problemi vecchi e nuovi e che queste soluzioni vanno rese di dominio pubblico e messe al servizio di tutti.
Una casa che viva e predichi la politica come servizio umile e povero alla felicità degli abitanti della Terra e prospetti un futuro, un modello di organizzazione sociale assolutamente alternativo a quello esistente. Non sogni e promesse di futuro, ma ciò che realmente è già oggi praticabile a patto che le minoranze che bloccano queste grandi possibilità vengano finalmente trattate come tali.
Una casa che sappia fare tutto questo parlando il linguaggio della quotidianità che unisce tutti i popoli. Lavoro, salute, il futuro dei figli e degli anziani, l’alimentazione, la sete di vita e di giustizia, la fame di pace e sicurezza che sono la preoccupazione vera di tutte e di tutti, al di là dei colori della pelle o di come si dia nome a Dio.
Una casa che su questi bisogni sappia porre chiaramente e nettamente l’alternativa di fronte a noi tutti. Per chi? A favore di chi?
Un esempio per tutti. Non passa giorno che non si annunci la scoperta di una cura per malattie terribili. Anche pochi giorni fa. Esiste la cura per alcuni tumori infantili. Costa 800.000 euro.
Questa straordinaria scoperta deve salvare la vita dei bambini le cui famiglie possono pagare una cifra tanto imponente o deve salvare la vita di tutti i bambini afflitti da quel male?
La nuova casa non avrà incertezze. La vita di tutti.

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