Una testimonianza video allucinante su cosa accade in queste ore nei lager libici

Rifugiati e migranti nel centro di detenzione di Qasr Bin Gashir a Tripoli sono stati attaccati e feriti da colpi di arma da fuoco, lo confermano le evidenze analizzate dalle nostre équipe. Sono due settimane che MSF e altre organizzazioni umanitarie denunciano la condizione di pericolo di circa 3000 migranti e rifugiati intrappolati nei centri di detenzione chiedendone l’immediata evacuazione, e questo incidente poteva essere evitato.

La comunità internazionale non può che essere incolpata per la sua totale inazione verso le persone bloccate nei centri. Oggi MSF sta di nuovo implorando che queste persone vengano immediatamente evacuate dal paese. Fino a quel momento saranno in serio pericolo di subire un altro attacco o di finire nel fuoco incrociato.

Karline Kleijer,responsabile di MSF per le emergenze

Il 23 aprile si sono diffuse notizie di un violento attacco nel centro di detenzione di Qasr Bin Gashir, dove erano rinchiusi oltre 700 uomini, donne e bambini disarmati e indifesi. Versioni divergenti da parte di media e organizzazioni sul campo non sono riuscite a fornire un quadro chiaro dell’accaduto e delle conseguenze per le persone. Secondo diverse testimonianze ci sarebbero alcuni morti e almeno 12 feriti.

Sebbene non tutti i dettagli dell’incidente possano essere confermati, foto e video analizzati dai medici di MSF confermano che le ferite sono compatibili con colpi di arma da fuoco. Queste osservazioni sono confermate dal racconto di numerosi migranti e rifugiati che erano presenti e hanno detto di essere stati brutalmente e indiscriminatamente attaccati con armi da fuoco.

Siamo costernati. Niente giustifica un attacco violento contro civili intrappolati in una zona di conflitto e gravemente vulnerabili. Limitarsi a condannare questa violenza non ha senso se la comunità internazionale non agisce subito per evacuare le restanti migliaia di migranti in pericolo verso condizioni di sicurezza.

Karline Kleijer

Il 24 e il 25 aprile sono stati effettuati dei trasferimenti d’urgenza e la popolazione di Qasr Bin Gashir si trova ora al centro di detenzione di Zawiya. Durante una missione medica per rispondere all’attacco, MSF ha trasferito 30 persone, tra cui 12 bambini, fuori dall’area colpita, mentre il resto della popolazione del centro è stata trasferita da altre agenzie umanitarie. Sebbene non siano più in prossimità dei combattimenti, queste persone si trovano ancora in condizioni pericolose e degradanti, mentre le mutevoli dinamiche del conflitto continuano a rappresentare un rischio per tutte le persone bloccate nei centri di detenzione nell’area di Tripoli.

Sentire la paura e la disperazione nelle urla delle donne riprese nei video spezza il cuore. Anche bambini piccoli, ragazzini e diverse donne incinte hanno subito questo evento traumatico. Molte di queste persone hanno già subito la violenza dei centri, alcune diverse volte dopo essere state intercettate in mare e riportate in Libia. Questo attacco senza senso poteva essere evitato se gli appelli lanciati due settimane fa per evacuare i migranti dalla Libia fossero stati ascoltati.

Hassiba Hadj-Sahraoui,consulente umanitaria di MSF per la Libia e il Mediterraneo

Siamo estremamente preoccupati per tutti i civili coinvolti nei combattimenti mentre attacchi e bombardamenti pesanti e indiscriminati continuano a colpire aree densamente abitate di Tripoli. Da quando sono scoppiati i combattimenti, l’OMS ha registrato 296 morti, tra cui 21 civili, e 1.441 feriti. Più di 35.000 persone sono state costrette a lasciare le loro case secondo l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM).

Chiediamo a tutte le parti in conflitto di rispettare il diritto internazionale umanitario e di prendere ogni misura necessaria per garantire che i civili e le infrastrutture civili siano protetti e che al personale medico e umanitario sia consentito fornire assistenza medica salvavita a tutte le persone che ne hanno bisogno su entrambi i lati della linea del fronte.

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