Uniamoci per fermare il tiranno

Ha passato tutto il tempo del suo mandato da ministro degli interni andando in giro per sagre, spiagge e comizi. Ha sfornato in un anno e mezzo appena due decreti, per giunta liberticidi. Si è appropriato del lavoro di giudici, forze dell’ordine e suoi colleghi di governo presentandolo come frutto del suo impegno. Ha promesso porti, strade e aeroporti in ogni città visitata. Al popolo bue si promette di tutto. E’ l’arte dell’inganno dei demagoghi di turno. Ricordate la promessa di cancellare le accise sui carburanti in pochi giorni?

Ha irriso ogni istituzione giocando a fare il ministro di ogni cosa. Ha tentato persino di farsi Papa mettendo in discussione quello vero. Ha sfornato bugie e paure ogni giorno facendosi campione della più sfrenata campagna d’odio e razzismo mai vista nel nostro paese. Ha raccontato di aver fermato migrazioni che erano già ferme. Ridotto criminalità che erano già ridotte da tempo. Ha fatto zero sui rimpatri come ha fatto zero per le tante sue promesse elettorali.

Ha convinto un paese in crisi, con le pezze a culo, che il vero problema non fossero mafie e corruzione, debito pubblico, disastro colposo del territorio, disoccupazione stellare, morte di interi settori economici, ma un pugno di uomini e donne dal colore della pelle diverso. Si è professato primo tra gli italiani dopo averne sbeffeggiato per anni quelli che vivono a Sud e promesso di pulirsi il deretano con il tricolore. Non ha mai cantato l’Inno di Mameli, neanche quando l’ha fatto eseguire da un paio di cubiste scosciate e leopardate su di un lido di Milano Marittima. E’ fuggito da ogni responsabilità. Non sa niente dei 49 milioni frodati agli italiani. E neanche dei 65 milioni chiesti ai russi. O di quelli chiesti e in parte ottenuti in Marocco o chissà dove. E’ fuggito al confronto parlamentare e ai processi con tutta la possibile viltà e spregio delle istituzioni democratiche. Con la stessa viltà e violenza con la quale scappò a gambe levate da Bologna anni fa investendo due manifestanti.

Ora questo misero arruffapopolo, apre la crisi di governo e chiede il voto alla vigilia di Ferragosto. Giura che non lo fa per il potere. ” Ho sette ministeri. Vi rinuncio. Chi altri lo farebbe?”, strepita. In realtà vuole capitalizzare il frutto delle sue menzogne e avere il potere. Tutto il potere. Le poltrone le vuole tutte. ” Chiedo agli italiani i pieni poteri”, urla come un tirannello forte dello scempio culturale di un paese alla deriva e pronto, ancora una volta, ad affidarsi all’ “uomo della provvidenza”. E cosa sia per lui il potere, non contento, lo dimostra ancora una volta. E’ lui il potere. Lui la Legge. Tanto da permettersi di convocare il parlamento compito che spetterebbe e spetta a ben altre autorità dello Stato.

L’unica legge che questo individuo rispetta è la propria convenienza. I sondaggi sono dalla sua. Poco importa se questo paese allo sbando avrebbe bisogno di governo per non sprofondare. La manovra economica per non incorrere nelle sanzioni europee e far pagare lacrime e sangue agli italiani? Per carità. E’ uno dei motivi per fare la crisi adesso. Se la veda il governo che preparerà le elezioni. Sarà quello il responsabile dei nuovi inevitabili sacrifici che verranno imposti agli italiani dopo un anno e mezzo di proclami vuoti e di recessione. La sua campagna elettorale ne trarrà beneficio. L’uomo che da venti anni è nella stanza dei bottoni, responsabile con altri del disastro italiano, potrà ancora una volta dire ipocritamente che è tutta colpa di altri.

Il suo sogno è prendere il potere, tutto il potere. Decidere del nuovo presidente della repubblica, dei giudici costituzionali, di tutto. E punire i poveri e gli ultimi per premiare i più ricchi. I suoi amici di sempre. Al bando il salario minimo, il reddito di cittadinanza, il controllo degli appalti. Campo libero per chi vuole arricchirsi in ogni modo e con ogni mezzo. Meno tasse per chi non le ha mai pagate.

Fermiamolo !

Tutte le associazioni, i movimenti, le donne e gli uomini che in questi mesi hanno fatto opposizione, che credono nella democrazia e nel diritto, che vogliono pace e giustizia, che non rinunciano alla loro umanità, si uniscano in una nuova casa comune.

Lavoriamo insieme, e in fretta, per farlo

 

   silvestro montanaro

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4 Responses

  1. Anto ha detto:

    Concordo su tutto, tranne che sulle “ascisse”. 😉

  2. donatella ha detto:

    Unirsi, una parola che a sinistra non si comprende. Perché a sinistra si cerca la purezza di un partito da votare e siccome non c’è mai, la purezza di un partito intero, ma solo quella di alcune persone sane, ed hanno stabilito che non si possano più scegliere le persone da votare, bisogna credere ciecamente in un leader, in un capolista. Ma è mai possibile che la purezza di milioni di brave persone italiane non debba avere una sponda credibile per affacciarsi al governo? Se ciò è vero perché vi è artata divisione dappertutto, almeno, nei momenti cruciali della nostra storia siamo capaci , è la mia esortazione, di unirci come hanno fatto durante la resistenza coloro che per la libertà non hanno badato a idee differenti, nè a differenti aree di appartenenza, ed hanno combattuto fianco a fianco. O forse vogliamo aspettare di avere qualcuno che ci venga a prendere da dentro casa per farcene una ragione che chi ci divide impera?

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