UNO SPETTRO SI AGGIRA PER L’EUROPA

“ Heil Trump! Heil America! Heil la nostra vittoria”. A urlare forsennatamente questi slogan dichiaratamente nazisti, all’indomani della vittoria di Donald Trump, nel corso di un festeggiamento, è Richard Spencer, giornalista e attivista di destra. La folla ebbra di vittoria risponde facendo il saluto nazista.
Spencer è il fondatore di Alt-Right, Alternativa di Destra, il movimento dell’ultra destra americana che ha dato l’assalto ai vertici del Partito Repubblicano negli States.
Il movimento promuove politiche di nazionalismo, protezionismo, isolazionismo, anarco-capitalismo, antisemitismo (o ultra-sionismo in alcuni suoi esponenti e populismo di destra. Si oppone al femminismo, agli omosessuali, all’immigrazione, alla società multietnica e multirazziale e al politicamente corretto.
Uno dei punti fermi dell’ideologia Alt-Right sostiene che l’uomo bianco ed eterosessuale sia la vera vittima del terzo millennio. Come per i suprematisti bianchi e il Ku Klux Klan che non a caso appoggiano Alt Right. Sono potentissimi sul web dove sono divenuti protagonisti del fenomeno troll e della visione apocalittica di un mondo in preda a complotti sionisti. Il fenomeno delle fake news li vede campioni assoluti di propaganda di massa di notizie allarmanti ma non veritiere.
Steve Bannon, il braccio destro di Trump in campagna elettorale, è attualmente l’alfiere di una Alt Right in Europa.
Il “sogno europeo” di Steve Bannon si chiama “The Movement”, Il Movimento. Sotto questo nome di risonanze franchiste, l’ex stratega di Donald Trump mira a riunire tutti i gruppi dell’ultradestra populista europea sotto un unico ombrello. Il Movimento avrà sede a Bruxelles e la sua missione sarà quella di vincere le prossime elezioni europee.
Bannon, dopo un iniziale periodo di diffidenza, è ora ben accetto presso tutti i leader dell’ultra destra europea.
Il suo battesimo del fuoco è avvenuto in Francia, dove è stato sponsor di Marine Le Pen nella trasformazione del Fronte Nazionale in Raggruppamento Nazionale.
“Combatti per il tuo paese e ti chiamano razzista, ma i giorni in cui quello era un insulto sono orami passati. I media dell’establishment sono i cani da guardia del sistema. Ogni giorno che passa, siamo più forti e loro sono più deboli. Lasciate che ci chiamino razzisti, xenofobi o qualunque cosa vogliano e usate quelle parole come medaglie. ”
C’è il suo zampino dietro il Brexit in Inghilterra e la sua relazione con Nigel Farage, il leader di quella campagna, è notoria.
L’ulteriore momento di successo per Bannon è stata la sua visita in Ungheria, dove ha agito come il massimo sostenitore del primo ministro Viktor Orban.
“Orban era Trump già prima di Trump”, dichiarò. A Budapest, a fine maggio, davanti ad un convegno degli ultrà di destra della Polonia, della Slovacchia e della Repubblica Ceca, ha lanciato un altro dei suoi proclami più diffusi: “Ciò che conta è la sopravvivenza dell’ Occidente giudeo-cristiano. Non dobbiamo arrenderci al tramonto del nostro mondo”.
In Svizzera si è incontrato qualche giorno dopo con i leader di Alternative for Germany (AfD), poi è passato anche dall’Austria e infine è tornato a Roma, in tempo per celebrare il successo del suo amico, “Il Capitano” Matteo Salvini.
“L’Italia è oggi l’avanguardia della nuova Europa. Se ce la facciamo in Italia, ce la faremo in qualsiasi altra parte del mondo”.
I tentacoli di Bannon ora si sono estesi fino ai paesi scandinavi, con l’alleanza con il partito xenofobo svedese che supera nei sondaggi il 20% delle preferenze di voto e con l’ultraconservatore Veri Finlandesi in Finlandia. Banno, poi, in Spagna, tira la volata a Vox, il nuovo partito di destra guidato da fuoriusciti del Partito Popolare.
Una nuova e temibile destra è all’orizzonte, forte di grandi alleanze e grandi capitali, ferocemente antieuropea e xenofoba, follemente nazionalista e portatrice della idea di una Europa delle piccole patrie. Il sogno più straordinario della speculazione finanziaria che le sbranerebbe una alla volta e tutte,

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1 Response

  1. donatella ha detto:

    la globalizzazione facile di movimenti di destra come questi, la globalizzazione facile della comunicazione, smentiscono come un ossimoro la possibilità di bloccare quello che il mondo inevitabilmente diventerà nel giro di qualche decennio, e cioè un unico popolo multietnico, un popolo che parlerà una sola lingua per comunicare, pur fra mille dialetti e mille diverse tradizioni….. alzare barriere non servirà a nulla, è solo un colpo di coda dei mostri….. se impiegassimo queste energie per preparare un unica grande festa di fratellanza saremmo più al passo coi tempi che ci aspettano.

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