Vergognatevi tutti !

Opportunista, irrispettoso delle istituzioni, autoritario. Queste solo alcune delle accuse rivolte dal presidente Conte a Matteo Salvini. Accuse che condivido appieno avendole lanciate da più di un anno. Mi chiedo, in questo anno e poco più di governo,  Conte, e i suoi 5 Stelle, perché non abbiano subito denunciato quello che era evidente persino a un cieco.

Anzi, hanno fatto di peggio. Oltre a tacere, hanno difeso a spada tratta l’uomo che oggi accusano di essere un pericolo per la democrazia nel nostro paese consentendogli ogni strappo istituzionale, ogni violenza ad avversari e semplici cittadini colpevoli di dissentire, ogni oscena opera di falsificazione della realtà precipitando un paese in crisi nel delirio xenofobo, anti europeista, razzista e pre golpista di tanta parte della sua gente. L’appello ad avere tutti i poteri e alla piazza è stato ribadito anche in queste ore da un uomo disperato e sempre più votato all’avventura, costi quello che costi.

E’ bene che la verità sia detta ad alta voce. Salvini è una minaccia alle nostre istituzioni democratiche che con i suoi comportamenti ha tradito. Ma i traditori vanno oltre l’ennesimo capitano di ventura. Traditori per opportunismo e convenienza, che non possono pensare di essersi riscattati da una tardiva ammissione dell’opera nefasta dell’inquilino del Viminale. e non a caso Salvini può consentirsi la sceneggiata dello stupore dinanzi a certe accuse rimproverando a chi oggi gliele muove di non averlo fatto finora.

E’ inutile e offensivo delle intelligenze di tutti noi rimproverare a Salvini il suo scempio di valori fondamentali quando ci si è fatti portatori della stessa sottocultura. Aver assimilato chi salva vite ai trafficanti di esseri umani, aver lanciato nella politica italiana l’uso del linciaggio e della gogna pubblica di chi non concorda, aver usato e falsificato episodi di cronaca per denigrare gli avversari, accomunano l’attuale leadership dei 5 Stelle a Salvini nell’opera di incanaglimento del dibattito politico italiano preparando, di fatto, il terreno a possibili svolte autoritarie. Il problema non è solo Salvini, ma il perdurare di questo scempio politico culturale che di Salvini ne può produrre altri.

Qualunque cosa, qualunque topolino partorirà la montagna, e sarà sicuramente un topolino dei più brutti, è tempo che chi crede che la politica sia altro, servizio umile alla costruzione della comune felicità, a chi rimane indietro, culto della verità e delle istituzioni del nostro vivere civile, pace, giustizia e cooperazione, si riunisca e organizzi la propria autonoma e libera voce. Prima che sia troppo tardi

 

silvestro montanaro

 

 

 

 

 

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