Vi auguro di aver fretta

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Vi auguro di aver fretta.

Ce lo chiede l’immensa città popolata da milioni di bambini, più di 10, che anche questo nuovo anno sparirà nel nulla, divorata dalla atroce morte per fame, la più assurda possibile in un mondo che produce più volte il suo fabbisogno alimentare. Se vi incanta un cielo stellato, provate ad immaginare che ognuna di quelle stelle sia gli occhi di un bambino. Ogni giorno se ne spengono a migliaia. Vi sta bene un cielo così tristemente buio?

Ce lo chiede l’altra metà del cielo, le donne, ancora oggi vittima di ogni turpe sopruso. Schiavizzate, violentate, sottomesse. I loro corpi offesi e usati. Le loro anime negate. Possibile che non sentiate il fiume di lacrime delle umiliate, molte di loro solo bambine, in quegli inferni in terra assurdamente chiamati paradisi sessuali?  Non vi offende l’uso quotidiano del corpo delle donne come simbolo di potere dell’uomo di successo?

Ce lo chiede gran parte degli uomini e delle donne di questo nostro disgraziatissimo pianeta che nascono, vivono e muoiono povere in un mondo che trabocca ricchezza. A questa moltitudine se ne aggiunge ogni giorno un’altra figlia di regole del gioco che concentrano la ricchezza nelle mani di sempre più pochi, abbandonando i più alla sopravvivenza. Non avete paura di essere divorati anche voi da questo meccanismo diabolico?

Ce lo chiede questo puntino dell’universo, chiamato Terra, la nostra casa, ridotto in agonia dalle stesse leggi di rapina e sfruttamento. Vi sta bene che facciano a pezzi la vostra casa?

Ce lo chiede il nostro paese in balia di corrotti e avventurieri, il paese più bello del mondo ridotto a una cloaca a cielo aperto da cui fuggono le energie migliori. Un paese che sogna salvatori della patria e uomini forti e che non crede più nella democrazia. Un paese i cui disperati vanno all’avventura e la brava gente  si limita a contarsi invece di dialogare e convincere, di ascoltare e rispondere ai problemi e alle paure delle periferie e del suo Sud impoveriti, di una provincia dove la speranza sembra essere morta.

L’elenco di chi ci chiede di aver fretta è lunghissimo. Spaventosamente lungo…

E’ quello dell’ingiustizia e della prevaricazione vere leggi che governano il mondo e che, assurdamente, siamo convinti siano le uniche possibili. E’ solo la nostra indifferenza, invece,  la nostra rassegnazione, il nostro non partecipare, a rendere quelle regole eterne e immodificabili.

Ecco, abbiate fretta nel decolonizzare i vostri cuori e le vostre menti. Nessuna regola del gioco economico e politico è eterna o naturale. I confini e le regole le fanno gli uomini. Ci sono quelli che le fanno a difesa dei loro interessi e quelli che le subiscono. E la grande tragedia di chi subisce è proprio nell’essere stati convinti che pace, giustizia e libertà, l’idea di un mondo migliore e fraterno, siano solo stupidi sogni.

Un proverbio africano dice: ” Se si sogna da soli, è solo un sogno. Se si sogna insieme, è la realtà che comincia “.

Vi auguro allora di essere cittadini del mondo. Il vostro mondo.

Vi auguro di sentire sulla vostra pelle ogni ingiustizia fatta ad un altro essere umano come se la stessero facendo a voi.

E di sognare.

Insieme.

 

silvestro montanaro

 

 

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