VIA LIBERA NEGLI USA ALLA CORRUZIONE INTERNAZIONALE

“La trasparenza nei pagamenti dell’industria estrattiva ai governi è importantissima. Crediamo che questi principi, queste politiche e queste regole possano aiutare a proteggere la vita, la dignità e i diritti di alcune delle persone più povere e vulnerabili del mondo “.
Mons. Cantu, Presidente della Commissione per la Giustizia e la Pace Internazionale alla Conferenza Episcopale degli Stati Uniti è preoccupato, e a ragione, alla vigilia di una decisiva votazione al Congresso degli Stati Uniti oramai dominato dai repubblicani di Trump di un’importante legge su questi problemi.
La legge, nota come disposizione di trasparenza Cardin-Lugar, richiede alle società minerarie e petrolifere quotate negli Stati Uniti, come Exxon, Chevron e diverse major petrolifere cinesi, di rendere pubblici i dettagli delle centinaia di miliardi di dollari che pagano ai governi di tutto il mondo in cambio dei diritti di prelievo sulle loro risorse naturali. Rendere trasparenti queste transazioni, significa impedire, specie in tanti paesi africani e in nazioni sottoposte a tirannie, che immense ricchezze siano a beneficio di pochi e corrotti potenti locali. Le loro opinioni pubbliche avrebbero una potente arma per imporre una gestione trasparente e democratica delle ricchezze nazionali.
Il Congresso americano ha votato contro il rafforzamento e la messa in pratica di questa legge. Trump e i suoi si sono giustificati affermando che la legge metteva in una posizione sfavorevole le imprese americane. In pratica, impedendo meccanismi corruttivi, favoriva le imprese di altri paesi non sottoposte alla stessa normativa. Niente di più falso.
Questa decisione pone gli Stati Uniti in opposizione a una tendenza globale più ampia verso una maggiore trasparenza e responsabilità nel modo in cui vengono gestiti i proventi del petrolio, del gas e delle miniere. Trenta altre grandi economie in tutto il mondo, tra cui Regno Unito, Canada, Norvegia e tutti i 27 membri dell’Unione Europea, hanno leggi che richiedono alle loro compagnie petrolifere, del gas e minerarie di rivelare i loro pagamenti ai governi. Decine di importanti compagnie petrolifere europee e russe hanno già pubblicato i loro pagamenti ai governi.
La verità è quindi un’altra. E’ stata la corruzione a fare delle compagnie minerarie e petrolifere americane le leader nel mondo e ad assicurar loro una posizione dominante di mercato cui non si vuol rinunciare. Costi quello che costi.
Anche il perpetuarsi di crudeli dittature e della miseria per milioni e milioni di esseri umani.
“Queste operazioni privano alcune delle persone più povere del mondo della ricchezza petrolifera che è giustamente la loro. Dati i massicci conflitti di interesse del Presidente Trump e gli ampi attacchi della sua amministrazione alla regolamentazione in oggetto, sembra che le nostre istituzioni vengano sempre più piegate al favorire gli interessi commerciali di pochi potenti. È così che iniziano le più corrotte dittature”, ha affermato Corinna Gilfillan, dirigente della sezione statunitense di Global Witness.
Intanto, l’amministrazione Trump ha svuotato di capacità di incidere sulla realtà un’altra legge contenuta nel Dodd-Frank Act. Quella che richiedeva alle imprese americane di tracciare la provenienza delle materie prime che utilizzavano nei loro cicli produttivi. La legge, voluta da Obama, rendeva pericoloso l’acquisto di materie prime frutto di saccheggi e violenze, come ad esempio nella Repubblica Democratica del Congo dove sono morte milioni di persone vittime delle bande armate in conflitto per il controllo delle aree minerarie ricche di coltan e altri minerali rari. Per un po’ la gente di quel paese aveva respirato. Ora è tornata a regnare la paura.

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