Voto in Umbria: Solo degli idioti potevano pensare che per Salvini fosse finita.

Trionfo della Lega e di Fratelli d’Italia in Umbria.

Poteva andare diversamente?

Solo degli illusi avrebbero potuto pensarlo.

In Umbria si votava sulle ceneri di quel che è stato il Centrosinistra, con il suo gruppo dirigente accusato di malversazione e corruzione. Si andava al voto in una regione in piena crisi d’identità oramai lontana dal tempo in cui era isola felice di piena occupazione e buongoverno. La proposta politica di Pd e 5 Stelle, il loro civismo dell’ultima ora, è stata ritenuta non credibile.

Il voto umbro è certamente, nei numeri, poca cosa vista l’esiguità degli elettori chiamati alle urne. Ma ignorarne la valenza politica nazionale sarebbe l’ennesimo gravissimo errore.

Solo degli illusi potevano immaginare che bastasse non parlare più di Salvini, che un Salvini lontano dal governo e dal Viminale sarebbe stato meno pericoloso, lo avrebbe destinato a una inesorabile disfatta. La forza di questo pericoloso avventuriero dei nostri giorni è sempre stata questa lontananza. Sventolata in ogni occasione e in ogni dove. Il “capitano” sta da sempre alla larga dai luoghi del governo del paese, troppo scomodi di questi tempi. Fanno perdere voti, richiedono idee e soluzioni che non ha. Inonda piuttosto della sua presenza le piazze italiane e i mille sentieri dei media giocando cinicamente con le ansie di un paese in crisi, alimentandone oltremisura le paure, intercettando il fattore più importante della crisi sistemica di rapporto tra politica e elettori, non solo in Italia, cioè la crescente voglia di radicali cambiamenti. In una situazione del genere la “ragionevolezza” dei suoi avversari non solo è poca cosa, ma addirittura alimenta la rabbia che domina le nostre odierne società.

Sappiamo tutti che dietro Salvini c’è solo menzogna e scorrerie dei poteri forti. L’Italia usata come grimaldello per chiudere ogni esperienza di unità europea, offrire un’Europa divisa ai morsi della speculazione finanziaria, e peggio ancora.Vuole tutto il potere per poter imporre il mortale progetto di devastazione sociale dei suoi protettori d’oltre alpe.  Il suo “prima gli italiani” è l’arma giocata a tale scopo. Un motto semplicemente ridicolo a fronte della complessità dei problemi del nostro paese e del mondo, ma che da speranza. La più ridicola e bugiarda delle speranze, comunque una speranza.

Che speranza si offre in alternativa?

Il “ragionevole” rispetto delle regole. Regole che hanno sfibrato la nostra e le altre società, svuotato di ogni senso il patto sociale fondato sul Welfare State, consegnato poteri e ricchezze a pochi e per giunta farabutti. Cancellato diritti fondamentali come la casa, la scuola, la salute, il futuro. La divinizzazione del mercato e degli strapoteri finanziari.

La morte, inappellabile, della vecchia sinistra si fonda proprio su questa insana ragionevolezza. Sull’aver abbandonato ogni critica radicale del mondo in cui viviamo, sull’aver definito utopia ogni sogno di vera giustizia. Sul non avere più un sogno da offrire agli esclusi che intanto si moltiplicano, qui e in ogni angolo del pianeta.

Fino a quando non nascerà una nuova sinistra capace di farci di nuovo pensare, e battere, a un mondo diverso, fondato sui bisogni delle donne e degli uomini, le orde dei servi dei poteri attuali dilagheranno.

 

silvestro montanaro

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1 Response

  1. Tiziana Pompili ha detto:

    Dispiace vedere come gli italiani si svendano al primo offerente. E’ successo nel 1994 quando Berlusconi come il pifferaio di Hamelin, che liberò la città dai topi, ci ha liberato delle nostre libertà individuali a scapito delle sue: ovvero la libertà di fare quello che gli pareva. Ora è il turno di Salvini: ci accontentiamo di poco. Un personaggio opaco, miserabile e privo di quella capacità politica di cui tanto avremmo bisogno. Ha individuato i migranti come il nostro peggior nemico e abbiamo permesso che masse di innocenti morissero in mare o venissero trattati peggio degli animali. Ci commoviamo di fronte alla sofferenza delle bestiole, ma facciamo spallucce di fronte alla sofferenza dei nostri simili. Miei cari amici umbri anche voi siete caduti nella trappola. Quando probabilmente vi accorgerete dell’errore fatto, sarà troppo tardi e non basterà raccogliere i cocci e asciugare le lacrime per rimettere le cose a posto.

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